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Documento: La distruzione di Gerusalemme dell'anno 70
Messo in linea il giorno Domenica, 02 settembre 2007
Pagina: 3/9
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DISCORDIE FRA I GIUDEI

Da parte loro anche gli insorti si andavano preparando alla resistenza, sia a nord nella Galilea sia a sud in Gerusalemme. Ma nelle masse e specialmente nei dirigenti non c'era concordia, perché se parecchi estremisti volevano la lotta a fondo, molti altri moderati, forse più numerosi, miravano sempre alla possibilità di un componimento con i Romani. Fin dal principio venne in prima linea quel Giuseppe chiamatosi più tardi Flavio Giuseppe, che ci ha tramandato la storia particolareggiata di tutti gli avvenimenti nella sua Guerra giudaica. Ambizioso che voleva tenere il piede in due staffe, era non del tutto favorevole agli insorti ma neppure ostile ad essi; poiché poco prima aveva visitato Roma e aveva visto da vicino la potenza militare di cui disponeva quella dominatrice del mondo, egli non s'illudeva sulla conclusione di tutta la guerra: sarebbe stata una rovina per la sua nazione. Ad ogni modo le circostanze prevalsero su lui, e da principio accettò dagli insorti il comando della Galilea, che avrebbe sostenuto per prima l'urto delle legioni romane: ma appena avvenuto l'urto, con quell'esito disastroso che era prevedibile, egli abbandonò la partita.

Giunto sui luoghi di suo comando, Giuseppe si dette da fare, fortificando luoghi, addestrando armati, e in breve ebbe a sua disposizione circa 60.000 uomini, che però erano male armati e peggio addestrati. Subito sorse contro di lui un capobanda, astuto e violento, mosso in gran parte da gelosia contro Giuseppe; si chiamava Giovanni figlio di Levi, ma è passato alla storia sotto il nome di Giovanni di Ghischala, borgata della Galilea, dov'era nato. Da questo momento fino alla catastrofe finale Giuseppe e Giovanni di Ghischala furono accaniti avversari, indebolendo quella compattezza che era necessaria per tener fronte ai Romani.

Ma neppure a Gerusalemme c'era concordia. Qui dirigeva Giuseppe figlio di Gurion insieme con l'ex-sommo sacerdote Anano; ma anche qui avvenne una scissione; i rivoluzionari estremisti si raggrupparono attorno a un certo Simone Bar-Ghiora, che si dette a devastare con le sue bande il territorio a nord di Gerusalemme, finché ne fu espulso dagli armati inviatigli contro da Anano: allora egli si ritirò nella surricordata fortezza di Masada, da dove irradiava le sue incursioni nei luoghi deserti circostanti.




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