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Documento: La distruzione di Gerusalemme dell'anno 70
Messo in linea il giorno Domenica, 02 settembre 2007
Pagina: 5/9
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LE STRAGI IN GERUSALEMME

Furono imprigionate o uccise le persone più in vista del partito sadduceo, e arbitrariamente si sostituirono anche coloro che occupavano le più alte cariche del tempio ebraico. Alcuni esponenti dell'aristocrazia sacerdotale organizzarono una certa resistenza, appoggiandosi agli elementi moderati ch'erano ancora forti nella città. Allora i rivoluzionari Zeloti si videro in pericolo, essendo in minoranza numerica di fronte ai moderati, e per riottenere la preponderanza chiamarono in città i selvaggi abitanti dell'Idumea, dove aveva dominato il feroce Eleazaro figlio di Anania. Riusciti a stento a penetrare di notte in città, gli Idumei cominciarono un metodico macello prima attorno al tempio ebraico, e poi in tutta la città. “Il di fuori del tempio”, dice Flavio Giuseppe[1], “tutto allagato di sangue, e allo spuntare del giorno vi si trovarono 8500 morti;... appresso Zeloti e Idumei gettatisi sul popolo, come su una mandra di animali immondi, ne fecero strage”[2].

Mappa di Gerusalemme al tempo di Gesł

Le vittime d'età giovanile appartenenti al ceto sadduceo-aristocratico furono 12.000, in questa prima ondata di terrore; ma poi furono istituiti regolari tribunali per togliere di mezzo, con pretesti di ogni genere, le persone destinate a scomparire. Molti cittadini, perciò, potendo si davano alla fuga recando notizie di questi fatti anche a Vespasiano; il quale aspettò tranquillamente che le varie fazioni nemiche continuassero a indebolirsi dilaniandosi tra di loro con la guerra civile. A un certo punto perfino gli Idumei furono nauseati da tali scempi, e abbandonata Gerusalemme si ritirarono nella loro regione; dentro la città rimasero padroni assoluti gli Zeloti. Ma al di fuori rimase anche Vespasiano, che frattanto con metodiche incursioni andava restringendo il cerchio dentro cui chiudere Gerusalemme, e lasciava nei vari posti distaccamenti delle sue truppe: il risultato di queste operazioni strategiche fu che, nella primavera inoltrata, Gerusalemme rimase circoscritta alla larga da una catena di posti fortificati romani.


[1] Flavio Giuseppe, Guerra giudaica, IV, 313.

[2] Flavio Giuseppe, Guerra giudaica, IV, 326.




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