Benvenuto a Christianismus - studi sul cristianesimo
Cerca
Argomenti
  Area utenti Pagina iniziale ·  Novitą ·  Scaricamenti ·  Collegamenti ·  Classifiche ·  Archivio  
Sezioni
· PAGINA INIZIALE
· Il Gesù della storia
  e i suoi seguaci
· Il giudaismo
· L'Antico Testamento
· Il Nuovo Testamento
· Gli apocrifi
· Qumràn
· Letteratura cristiana
  antica
· Incredibile...
  ma falso!
· Recensioni e schede bibliografiche

Christianismus


Per conoscere il progetto Christianismus

· Presentazione
· Andrea Nicolotti
· Gli autori
· I volontari
· Sostienici
· Contattaci


Documento: Il calendario giudaico: la misura del tempo nell'ebraismo
Messo in linea il giorno Sabato, 29 settembre 2001
Pagina: 2/3
Precedente Precedente - Successiva Successiva


Il calendario giudaico

Il calendario giudaico ufficiale, che è lunisolare come il babilonese, ne ereditò le difficoltà, e dovette ricorrere a dei correttivi; i nomi dei mesi, mutuati da Babilonia, erano: 1 Nisan, 2 Iyyar, 3 Silvan, 4 Tammuz, 5 Ab, 6 Elul, 7 Tishri, 8 Mareshvan, 9 Kislev, 10 Tebet, 11 Shevat e 12 Adar. Il mese iniziava quando la luna nuova appariva per la prima volta in cielo; la determinazione calendariale spettava al sinedrio, secondo le indicazioni date dagli osservatori del cielo, che fissava anche gli anni embolismali, il cui mese intercalare aggiunto alla fine dell’anno si chiamava II Adar. Gli anni embolismali erano all’incirca ogni tre anni, e la durata del II Adar (29 o 30 giorni) andava determinata di volta in volta. Il risultato era che ogni diciannove anni si avevano sei mesi intercalari.

La Pasqua cadeva il 15 di Nisan, che era il giorno in cui appariva la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera. L’anno iniziava di domenica, il giorno della creazione.

Questo calendario, per la sua somiglianza con quello babilonese e greco, era anche il più diffuso in Palestina, ma anche fuori.

Tuttavia, è difficile comprendere con precisione quali furono i processi che portarono alla fissazione definitiva del calendario lunisolare tuttora in uso, elaborata dai Talmudisti fino ai primi otto o dieci secoli della nostra era; inoltre, il fatto che il calendario lunisolare ebraico non fosse fisso, porta ad ammettere un certo numero di variabili (ad esempio, il fatto che il novilunio venisse stabilito di volta in volta con l’osservazione, con tutti i problemi dovuti anche solo alla presenza o meno di un cielo limpido).

Alcune convinzioni religiose, peraltro, potrebbero aver avuto un’influsso sul computo calendariale: ad esempio, ancora ai tempi di Gesù, Farisei e Betusiani o Boetiani (un gruppo di sadduccei partigiani della famiglia di Boeto) si dividevano sull’interpretazione del precetto di Lv 23,15 che imponeva di offrire un fascio di orzo “all’indomani del sabato” di Pasqua, giorno dal quale si contavano sette settimane complete per stabilire la Pentecoste. Per i Betusiani la Pentecoste doveva sempre essere celebrata di domenica, e per far questo è probabile che in certi casi (se la Pasqua cadeva di domenica o venerdì) spostassero il calendario di un giorno.

Sappiamo inoltre che in Palestina si faceva uso di un altro calendario liturgico solare, il cui primo giorno non era una domenica ma un mercoledì, giorno di creazione degli astri; esso era costituito da 8 mesi di 30 giorni (i mesi 1, 2, 4, 5, 7, 8, 10, 11) e da 4 di 31 (i mesi 3, 6, 9 e 12), il che dava un anno di 364 giorni, cioè 52 settimane esatte, facendo così cadere le feste sempre lo stesso giorno della settimana: la Pasqua di mercoledì (celebrata il martedì sera), la Pentecoste di domenica, l’Espiazione il venerdì, i Tabernacoli il mercoledì, e il primo del mese di Nisan e Tishri di mercoledì. Eccone lo schema, diviso in tre gruppi, riferiti rispettivamente ai mesi 1, 4, 7 e 10;  2, 5, 8 e 11;  3, 6, 9 e 12.

4 Mercoledì

1

8

15

22

29

 

6

13

20

27

 

4

11

18

25

5 Giovedì

2

9

16

23

30

 

7

14

21

28

 

5

12

19

26

6 Venerdì

3

10

17

24

 

 

1

15

15

22, 29

 

6

13

20

27

7 Sabato

4

11

18

25

 

 

2

16

16

23, 30

 

7

14

21

28

1 Domenica

5

12

19

26

 

 

3

17

17

24

 

1

8

15

22, 29

2 Lunedì

6

13

20

27

 

 

4

18

18

25

 

2

9

16

23, 30

3 Martedì

7

14

21

28

 

 

5

19

19

26

 

3

10

17

24, 31



Nel mese di Tebet, ad esempio, che è il decimo mese e quindi appartiene al primo gruppo, il giorno 5 era una domenica.

Tale sistema, così attraente per la sua regolarità, generava però alcune difficoltà: il sincronismo tra l’anno solare (364 gg.) e lunare (354 gg.) poteva essere raggiunto ogni tre anni aggiungendo un mese di 30 giorni (364 x 3 = 354 x 3 + 30); ma resta comunque un errore di 1,2422 giorni all’anno rispetto all’anno solare reale. Un problema da risolvere è quindi quello degli strumenti di correzione di questo calendario, che periodicamente andava riconciliato con il vero anno solare. Tra le soluzioni proposte: l’intercalazione di 35 giorni ogni 28 anni (A. Jaubert); di 59 giorni ogni 49 anni (E. R. Leach); di un mese ogni 24 anni (J. Milik); di 7 giorni ogni sette anni, più altri sette ogni 28 anni (A. Leaney); un riallineamento ogni anno, in base ai solstizi e gli equinozi (E. Kutsch); nessun riallineamento regolare (R. Beckwith).

L’esistenza di questo secondo calendario, è da tempo nota dal Libro dei Giubilei, un apocrifo datato circa 125 a.C., che sosteneva un calendario differente da quello ufficiale, e ciò è confermato anche da Enoch etiopico. Può darsi che esso derivasse in qualche modo da un calendario solare babilonese di 364 giorni, come pare suggerire il Libro dell’Astronomia (82,4-6) per un periodo non successivo al III sec. A.C., che sostituiva un altro calendario solare precedente di 360 giorni. E’ stato ipotizzato con buone probabilità, quindi, che l’antico Israele conoscesse da tempo il calendario solare, che ha lasciato chiara traccia in alcune indicazioni veterotestamentarie di origine sacerdotale; esso sarebbe stato poi soppiantato dal lunisolare solo all’epoca di Neemia (cfr. i numerosi studi della Jaubert).

L’esistenza di questo calendario solare, e la sua diffusione ancora ai tempi di Gesù, è stata confermata dal rinvenimento nella grotta IV di Qumràn negli anni ’50 di alcune tavole di concordanza tra i due calendari, allo scopo di calcolare i turni di servizio sacerdotale. Come è noto, tali frammenti rappresentano il pensiero di una setta che si opponeva al culto del Tempio, secondo loro celebrato da sacerdoti indegni (non Sadociti) e secondo un calendario sbagliato, quello lunisolare. Gli Esseni di Qumràn usavano il calendario ufficiale lunisolare per gli affari quotidiani, ma per il servizio liturgico ammettevano solo quello solare descritto dal Libro dei Giubilei. Gli studi di padre Milik e della Jaubert hanno mostrato l’identità tra questo calendario esseno e quello già conosciuto dei Giubilei.

Rimane da stabilire, posto che sia possibile, l’estensione di questo calendario al di là dei circoli “settari”; la sua utilizzazione per chiarire i problemi dell’ultima pasqua di Gesù rimane un’ipotesi seria.




Precedente Precedente - Successiva Successiva



 
Opzioni

 Stampa Stampa


Argomento
Il giudaismo
Il giudaismo

 

 

Christianismus.it - © Tutti i diritti riservati - Copyrights reserved - Omnia iura reservantur
È vietata la riproduzione e diffusione non autorizzata dei contenuti del sito, fatta eccezione per l’uso personale. 


Sito internet realizzato da:
E' una TRX Idea...


Sito realizzato con PHP-Nuke