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Documento: I gruppi religiosi
Messo in linea il giorno Giovedì, 25 aprile 2002
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Gli Esseni

Il nome di Esseni o Essei non compare nelle fonti prima del I sec. d.C., e le fonti che li descrivono (Filone, Giuseppe Flavio, Plinio il Vecchio e gli eresiologi cristiani tra i quali Ippolito) non sono perfettamente coincidenti. Flavio Giuseppe, nel dividere i partiti religiosi del suo tempo in quattro categorie, mette a fianco dei Farisei, dei Sadducei e degli Zeloti, gli Esseni o Essei (Bellum Iudaicum II,119), nome dalla etimologia incerta. Secondo le fonti antiche la dimora degli Esseni fu esclusivamente in Palestina, dove però non formavano un'unica comunità; i loro principali stabilimenti si trovavano in zone scarsamente abitate, specie a ovest del Mar Morto, ma vivevano anche in città in quartieri dedicati.

Chi di loro sceglieva la vita comune rinunciava alla proprietà privata e praticava la comunanza dei beni. Si dice che ripudiassero la guerra e rinunciassero alle donne, vivendo in castità. Gli Esseni si eleggevano dei superiori, avevano fra loro dei sacerdoti e formavano delle proprie corti di giustizia.

La loro giornata era scandita da ore di studio delle Scritture, di preghiera e di lavoro rigorosamente scandite, inframezzate da abluzioni. Il sabato si santificava con diligenza minuziosa da sembrare esagerata.
L’ingresso nell’essenismo prevedeva quattro gradi di perfezione, tre di noviziato che conducevano all’ammissione coronata da solenni giuramenti e dall’ammissione ai pasti comunitari.

Gli Esseni non prendevano parte alle funzioni del Tempio, anzi non vi entravano nemmeno. Si consideravano una stirpe di eletti, ritenevano di vivere gli ultimi giorni dell’umanità, credevano alla predestinazione e all’immortalità dell’anima.  Tipicamente essena è la dottrina dualistica che prevede due potenze, della luce e delle tenebre, in lotta fra loro; la futura vittoria delle prime è descritta con le caratteristiche di una liberazione militare. Di essi non vi è alcuna menzione nel Nuovo Testamento.

Nel secondo dopoguerra a Qumràn, vicino alla riva nord occidentale del Mar Morto, sono stati ritrovati resti di un sito abitativo e numerosi scritti. Almeno una quarantina di scritti sono riconducibili a una comunità (yachad) che ha numerosi punti di contatto con l’essenismo descritto dalle fonti, ma anche alcune differenze (sono previsti il matrimonio e il divorzio). Risulta che il fondatore del gruppo fu un sacerdote sadocita detto Maestro di Giustizia, operante verso la fine del II sec. a.C., che organizzò la vita gerarchica comunitaria e venne considerato dai suoi seguaci il profeta della fine dei tempi; esso abbandonò (o fu cacciato da) Gerusalemme perché persuaso che il culto colà fosse celebrato da sacerdoti indegni (non sadociti) e secondo un calendario sbagliato (lunisolare). Il nemico più grande al tempo dell’abbandono di Gerusalemme fu un “Sacerdote empio”, forse un sommo sacerdote maccabeo, Gionata I (160-143 a.C.) o suo fratello Simone (143-135 a.C). A cavallo tra il II e il I secolo altri membri si aggiunsero al gruppo. L’attesa escatologica della fine dei tempi si concretizzava nell’idea di una prossima guerra di vendetta, in cui essi sarebbero stati lo strumento divino per la distruzione del nemico, descritto con accenti inclini all’odio e alla speranza del suo annientamento. Essi aspettavano la risurrezione dei morti, e avevano un’angelologia molto sviluppata, nella convinzione che angeli e demoni influissero sulla storia, a discapito del libero arbitrio umano; predicavano l’avvento di un Messia sacerdotale e di uno non sacerdote, della stirpe di Davide. Si ritenevano «uomini santi», che vivevano in una «casa santa»; si definivano «poveri» e «seguaci della Via»; «figli della luce», in contrapposizione ai «figli delle tenebre».
Gli studiosi generalmente identificano gli esseni con la comunità di Qumràn, ma non mancano altri che negano questa identificazione.

Una questione determinante è se la raccolta di scritti ritrovati fosse ideologicamente collegata agli abitanti del sito, totalmente, parzialmente o per nulla. Molti testi non sono propri di una corrente di pensiero particolare. Certamente gli scritti riconducibili alla yachad sono sovrapponibili per molti punti all’essenismo e potrebbero rappresentarne una corrente.

La regione di Qumràn venne occupata nel 68 d.C. dalla X legione romana agli ordini di Vespasiano, e la comunità lì radunata fu dispersa.




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