Benvenuto a Christianismus - studi sul cristianesimo
Cerca
Argomenti
  Area utenti Pagina iniziale ·  Novitą ·  Scaricamenti ·  Collegamenti ·  Classifiche ·  Archivio  
Sezioni
· PAGINA INIZIALE
· Il Gesù della storia
  e i suoi seguaci
· Il giudaismo
· L'Antico Testamento
· Il Nuovo Testamento
· Gli apocrifi
· Qumràn
· Letteratura cristiana
  antica
· Incredibile...
  ma falso!
· Recensioni e schede bibliografiche

Christianismus


Per conoscere il progetto Christianismus

· Presentazione
· Andrea Nicolotti
· Gli autori
· I volontari
· Sostienici
· Contattaci


Documento: Metodi per lo studio del Nuovo Testamento
Messo in linea il giorno Domenica, 01 dicembre 2002
Pagina: 4/8
Precedente Precedente - Successiva Successiva


Conclusioni sul metodo storico-critico

Il metodo storico-critico, costituito fondamentalmente da Critica testuale, Critica delle fonti, Critica storica, Storia delle forme, Storia della redazione, quali abbiamo finora illustrato, è il più praticato a livello scientifico nei commenti ai Vangeli. Ma ha pregi e difetti. I pregi consistono nel fatto che abitua a prestare attenzione alle unità letterarie, a riconoscerne gli schemi di base e le formule ripetitive, a ricercare analogie e precedenti in forme presenti nella letteratura veterotestamentaria e giudaica, a considerare i rapporti di somiglianza e differenza di ogni Vangelo rispetto agli altri Vangeli, e quindi ad apprezzare meglio il lavoro svolto dal singolo evangelista nella fase di elaborazione. E non bisogna dimenticare le ricerche di tipo storico sull'ambiente, la geografia, gli usi sociali e religiosi del tempo e del luogo a cui i Vangeli si riferiscono. Tutta una serie di acquisizioni, sulla lingua, lo stile, la struttura dei Vangeli derivano dalla massa enorme di studi che sono stati compiuti con questo metodo.

Si deve però anche riconoscere che spesso il metodo storico-critico resta fermo allo studio della storia precedente e persegue più un procedimento di accumulo di materiali che di interpretazione del significato finale, del messaggio teologico; trascura a volte la forma definitiva assunta dai testi. Inoltre non va esente da soggettività e arbitrarietà quando pretende di distinguere sempre tra forma originaria e apporti successivi, di conoscere l'estensione di raccolte più ampie di detti o racconti. Gli si può rimproverare la tendenza a frammentare e sezionare i testi come cadaveri dimendicando che un testo, come dice la parola stessa textus, è un tessuto, ossia un intreccio di fili, è un organismo funzionante nella sua unità. Può apparire infine troppo complicato.

Per questo negli ultimi decenni una serie di nuovi metodi o approcci è stata sviluppata per ovviare alle carenze del metodo storico-critico, in qualche caso per integrarlo, in qualche caso per sostituirlo e guardare i testi in una prospettiva nuova, in particolare abbandonando la dimensione diacronica propria del metodo a favore della dimensione sincronica, attenta al testo così com'è. Inoltre gli sviluppi di nuove metodologie scientifiche sorte all'interno di altre discipline hanno portato a tentativi di sottoporre anche i testi biblici ai nuovi approcci.




Precedente Precedente - Successiva Successiva



 
Opzioni

 Stampa Stampa


Argomento
Il Nuovo Testamento
Il Nuovo Testamento

 

 

Christianismus.it - © Tutti i diritti riservati - Copyrights reserved - Omnia iura reservantur
È vietata la riproduzione e diffusione non autorizzata dei contenuti del sito, fatta eccezione per l’uso personale. 


Sito internet realizzato da:
E' una TRX Idea...


Sito realizzato con PHP-Nuke