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Documento: Metodi per lo studio del Nuovo Testamento
Messo in linea il giorno Domenica, 01 dicembre 2002
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Altri esempi di utilizzo del metodo

Il racconto dell’arresto di Gesù

Matteo 26,47-56

Marco 14,43-52

Lc 22,47-53

Giovanni 18,2-12

E mentre stava ancora parlando, ecco venne Giuda, uno dei Dodici, e con lui molta folla con spade e bastoni, da parte dei sommi sacerdoti e anziani del popolo. Colui poi che lo tradì diede loro un segno dicendo: «Quello che bacerò, è lui; prendetelo!».

E subito, mentre stava ancora parlando, si avvivina Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni da parte dei sommi sacerdoti, degli scribi e degli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro un segno dicendo: «Quello che bacerò, è lui; prendetelo e conducetelo via saldamente».

Mentre stava ancora parlando, ecco una turba, e quello chiamato Giuda, uno dei Dodici, li precedeva

Anche Giuda, che lo stava tradendo, conosceva il luogo, perché spesso Gesù vi si era radunato con i suoi discepoli.

Giuda dunque, avendo preso la coorte e servi dei sommi sacerdoti e dei farisei, va là con lanterne, torce e armi.

E subito avvicinatosi a Gesù disse: «Salve, Rabbì!» e lo baciò. Gesù però gli disse: «Amico, per perché sei qui?». Allora avvicinandosi misero le mani su Gesù e lo afferrarono.

E venuto subito accostatosi a lui dice: «Rabbì» e lo baciò. Quelli poi gettarono le mani su di lui e lo afferrarono.

e si accostò a Gesù per baciarlo. Gesù allora gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?»

Gesù allora, conoscendo tutto quello che sarebbe accaduto, uscì e dice loro: «Chi cercate?» Gli risposero: «Gesù il Nazareno». Dice a loro: «Sono io». Stava con loro anche Giuda, colui che stava tradendo. Quando dunque disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Quelli dissero: «Gesù il Nazareno». Rispose Gesù: «Vi dissi che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che costoro se ne vadano»: affinché si adempisse la parola che aveva detto, che «Di coloro che mi hai dati non ho perduto nessuno».

Ed ecco, uno di quelli con Gesù tendendo la mano estrasse la sua spada e colpito il servo del sommo sacerdote staccò il suo orecchio.

Uno però di quelli che erano presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio.

Allora quelli che erano con lui vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, se colpiremo con la spada?». E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro.

Allora Simon Pietro avendo una spada la trasse e colpì il servo del sommo sacerdote e gli mozzò l'orecchio destro. Il servo aveva nome Malco.

Allora gli dice Gesù: «Rimetti la tua spada al proprio posto; infatti tutti quelli che hanno preso spada periranno di spada. Pensi forse che io non possa invocare il Padre mio, e mi offrirà ancora più di dodici legioni di angeli? Come allora si compiranno le Scritture, che così deve avvenire?».

 

Rispondendo allora Gesù disse: «Lasciate fin qui!». E avendo toccato l'orecchio, lo guarì.

Allora disse Gesù a Pietro: «Metti la spada nel fodero; il calice che il Padre mi ha dato non lo berrò?». Allora la coorte, il tribuno e i servi dei Giudei afferrarono Gesù e lo legarono.

In quell’ora Gesù disse alle folle: «Come contro un brigante usciste con spade e bastoni per prendermi? Ogni giorno sedevo nel tempio insegnando, e non mi prendeste. Ma tutto questo avvenne perché si adempissero le Scritture dei profeti».

E rispondendo Gesù disse loro: «Come contro un brigante usciste con spade e bastoni per prendermi? Ogni giorno stavo tra voi nel tempio insegnando, e non mi prendeste. Ma che si adempiano le Scritture!».

Gesù poi disse a coloro che gli erano venuti contro, sommi sacerdoti, capitani del tempio e anziani: «Come contro un brigante usciste con spade e bastoni? Essendo ogni giorno nel tempio non stendeste le mani su di me.; ma questa è l’ora vostra, e la potestà delle tenebre».

 

Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.

E, abbandonandolo, tutti fuggirono.

 

 

 

E un giovinetto lo seguiva dappresso, avvolto d’un lenzuolo sul nudo, e lo afferrano. Ma quello, lasciato il lenzuolo, fuggì nudo.

 

 

Questa volta ci troviamo di fronte a un racconto che viene riportato da tutti e quattro i Vangeli.

La Critica delle fonti, che pone a confronto le quattro versioni, rileva somiglianze, a tratti anche letterali, e differenze.

Somiglianze principali

  • C’è uno schema comune a tutti e quattro i Vangeli: venuta di Giuda con una folla armata, ferimento da parte di un presente del servo del sommo sacerdote, parole di Gesù, arresto di Gesù.

  • Ci sono poi somiglianze particolari nella descrizione della scena, più numerose tra Mt e Mc, ma significative anche tra Mt, Mc e Lc (specialmente nelle parole di Gesù alla folla). Si riducono molto nei confronti di Gv, rispetto al quale prevalgono le differenze.

  • In ogni caso ci sono notevoli differenze tra i quattro, sia nell’ordine, sia nel contenuto dei singoli momenti dell’episodio, sia nelle espressioni usate da Gesù.

Differenze principali

  • Mt e Mc, in parte Gv, sottolineano subito la composizione e i mandanti della folla armata, Lc ne parla solo in un secondo tempo; inoltre Lc presuppone la presenza dei mandanti.

  • In Mt e Mc Giuda bacia Gesù, in Lc si accenna solo alla sua intenzione di baciarlo, Gv omette.

  • In Mt e Mc Giuda si rivolge a Gesù (in Mt lo saluta) e l’arresto avviene subito. In Lc e Gv l’arresto avviene solo alla fine dell’episodio.

  • In Mt e Lc Gesù risponde a Giuda, ma con parole diverse (Mt: «Amico, perché sei qui?»; Lc: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?»). In Gv Gesù parla alla folla, anzi dialoga («Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù il Nazareno». Dice loro: «Sono io», ecc.), e c’è un intervento prodigioso quando dice: «Sono io».

  • Anche nella scena dell’orecchio tagliato al servo ci sono differenze. In Lc i discepoli chiedono a Gesù se possono colpire con la spada e si precisa che l’orecchio è quello destro. Quest’ultimo particolare torna anche in Gv, il quale precisa pure il nome di chi estrae la spada (Simon Pietro) e il nome del servo (Malco). In Mt, Lc e Gv Gesù interviene a questo punto con parole di critica, che risultano diverse nei diversi Vangeli. Mt: «Rimetti la tua spada al proprio posto; infatti tutti quelli che hanno preso spada periranno di spada. Pensi forse che io non possa invocare il Padre mio, e mi offrirà ancora più di dodici legioni di angeli? Come allora si compiranno le Scritture, che così deve avvenire?» Lc: «Lasciate fin qui (= Smettete. Basta così)»; Gv: «Metti la spada nel fodero; il calice che il Padre mi ha dato non lo berrò?». In Lc, e solo qui, Gesù guarisce il ferito.

  • In Mt, Mc e Lc Gesù a questo punto parla alla folla, per rimproverarla (di arrestarlo come un brigante e di non averlo preso quando insegnava nel tempio), ma anche per esprimere la propria accettazione dell’arresto, e della passione che così inizia (in Mt e Mc con riferimento esplicito alle Scritture, in Lc con riferimento alla «potenza delle tenebre»).

  • Una differenza notevole consiste nel fatto che in Mt e Mc i discepoli fuggono, in Lc no, in Gv Gesù aveva chiesto preventivamente alla schiera di lasciarli andare illesi.

  • Mc inserisce alla fine un suo episodio, quello del giovinetto che fugge nudo, dopo aver tentato di seguire Gesù ed essere stato a sua volta arrestato.

Dovendo precisare se c’è dipendenza reciproca tra i racconti, si può dire, molto approssimativamente, che è possibile che Mt e Lc conoscessero Mc, ma anche che conoscessero, soprattutto Lc, una tradizione autonoma. Colpisce una serie di concordanze tra Lc e Gv, che fanno pensare almeno all’uso di una fonte comune.

La Storia delle forme, che cerca se il brano abbia costituito originariamente un’unità autonoma, in questo caso è portata a rispondere no, perché è opinione diffusa che questo brano facesse parte integrante del racconto della Passione.

La Storia della redazione cerca poi di distinguere ciò che apparterrebbe al materiale più antico della tradizione e ciò che è stato aggiunto dalla tradizione successiva e da ciascun evangelista. Ma qui nascono problemi insolubili. Tra gli studiosi, c’è chi, come Pesch, pensa che la versione di Mc corrisponda quasi integralmente al racconto originario, mentre gli altri evangelisti avrebbero modificato a partire da lui. Altri studiosi invece, come J. Gnilka, suppongono che il brano, in Mc, sia il risultato della combinazione di unità minori (vv.43-46: arresto; v.47: il colpo di spada; 48-49: parole di Gesù; v.50: fuga dei discepoli; 51-52: il giovinetto), ma si dimostrano incapaci di distinguere con certezza ciò che appartiene alla tradizione premarciana e ciò che Mc avrebbe aggiunto di suo.

Ciò che possiamo fare è riconoscere come molti elementi peculiari ai singoli Vangeli risultino coerenti con l’impostazione di ciascuno. Per far questo occorre aver studiato la fisionomia dei Vangeli. Qui, limitandoci agli aspetti più evidenti, possiamo notare questo:

  • L’ampio ammonimento a non usare la violenza, proprio di Matteo, ben si inserisce nella tendenza di questo evangelista a sviluppare l’insegnamento morale attraverso i discorsi di Gesù. È pure una caratteristica di Mt la sottolineatura che tutto avviene perché si compiano le Scritture: nel nostro brano Gesù ripete due volte il concetto, sia a proposito della condanna della violenza, sia a proposito dell’arresto in generale.

  • La scena in Marco è alquanto enigmatica, per la sua schematicità e laconicità. Risultano però insistiti gli elementi che si riferiscono all’incomprensione dei discepoli: di Giuda si annota la raccomandazione ai soldati a catturare «in modo sicuro» Gesù, quasi che egli supponga l’intenzione, da parte di Gesù, di fuggire e sottrarsi all’arresto; la fuga dei discepoli risulta raddoppiata, ed enfatizzata, per il fatto che, non solo «tutti fuggirono», ma «fuggì» anche quel giovinetto che cercava di seguirlo. Anche il gesto di ferire il servo, benché attribuito genericamente ad «uno dei presenti», va interpretato come il gesto di un discepolo che non capisce la volontà di Gesù. Mc sottolinea il profondo distacco tra Gesù e i discepoli, distacco spirituale che sfocerà nella separazione fisica, per il fatto che Gesù non parla a nessuno di loro. Incomincia così la solitudine di Gesù che durerà per tutta la passione.

  • In Luca Gesù manifesta invece premura verso i discepoli: rivolge parole di ammonimento a Giuda, quasi a invitarlo a pentirsi del gesto che sta compiendo. Ma anche i discepoli risultano meno staccati dal Maestro: Giuda non arriva a baciarlo, forse per un’estrema forma di rispetto; gli altri gli chiedono se debbano colpire con la spada e alla fine non fuggono. Gesù si mostra misericordioso nei riguardi del ferito guarendolo: egli è il Salvatore per eccellenza. Lc inoltre sembra attenuare la responsabilità umana nella passione facendo intervenire le potenze oscure, ossia demoniache.

  • In Giovanni compaiono tratti suoi tipici: Gesù manifesta la sua potenza divina nel momento in cui la folla cade a terra; si rivela come Dio: la formula «Io sono», ripetuta tre volte, riecheggia l’autodefinizione di Dio nell’AT. Egli si sente unito al Padre ed è pienamente cosciente della sua missione e padrone degli eventi. Manifesta anche l’amore per i discepoli, che vuole salvi.




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