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Documento: Le istituzioni, le pratiche, le credenze giudaiche
Messo in linea il giorno Mercoledì, 15 agosto 2001
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Il sinedrio

Il Sinedrio (synédrion) era un supremo senato giudaico, di cui si fa per la prima volta menzione nel libro dei Maccabei (11,23), il che ci fa pensare ad una istituzione plasmata sul modello governativo delle città ellenistiche; le fonti lo chiamano anche gherousìa (senato), boulè (consiglio) o presbytérion (presbiterio,consiglio degli anziani). Esso teneva le sue riunioni in un’aula nell’area del Tempio.

A capo del Sinedrio stava il sommo sacerdote, ed i suoi membri, che per lungo tempo erano stati di classe sacerdotale e quindi solitamente di classe sadducea, a partire dal regno di Alessandra (76-67 a.C.) vennero reclutati anche tra i Farisei e gli Scribi, o i semplici anziani che ne ottenevano il privilegio; in totale, si trattava di settantun membri, che coll'ascesa di Erode il Grande persero parte della loro sovranità, per poi riacquistarla all'epoca del diretto governo romano. A causa delle differenze tra le varie correnti all’interno del collegio, non mancarono talvolta dibattiti tumultuosi (cfr. At. 23, 1-10).

Il Sinedrio era in parte responsabile dell’ordine pubblico e disponeva di un corpo di guardia (Gv. 18, 3-12), ma la sua competenza riguardava soprattutto le cause religiose e civili che avevano una qualche relazione con la legge mosaica (cfr. Mt. 5,22; Gv. 11,47). Le sue decisioni avevano vigore di legge e come tali erano accettate dalle autorità romane che potevano eventualmente intervenire per farle applicare; una limitazione in età romana è quella dello ius gladii, il diritto di mandare a morte, anche se non ci è chiaro quanto questa restrizione venisse praticamente osservata.

La Mishna (la prima raccolta di leggi del giudaismo postbiblico completata all’inizio del III secolo) menziona dei piccoli sinedri di 23 membri, tribunali locali (Mt. 10,17) dai quali potevano essere trasferite al grande Sinedrio le cause più gravi (cfr. Mt 51,21-22). La giurisdizione del Sinedrio, infatti, si estendeva in teoria sul giudaismo di tutto il mondo; ma nella pratica, all’epoca di Gesù, la sua autorità era ordinaria ed efficace in Palestina, straordinaria e fiacca altrove.




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