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Documento: Le istituzioni, le pratiche, le credenze giudaiche
Messo in linea il giorno Mercoledý, 15 agosto 2001
Pagina: 7/10
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Il Sabato

Secondo il Libro dei Giubilei anche gli angeli erano circoncisi, e inoltre non mancavano di osservare il sabato (II,18): di qui si evince quale importanza avesse il riposo sabbatico per gli Ebrei.

La parola shabbat ha la sua radice del verbo shabat, impiegato spesso nel senso di “cessare”, “smettere di”, e quindi “riposare” (cfr. Gen. 2,2-3). Il senso biblico del sabato è dato da Esodo 20,11 (ricordo del riposo divino dopo la creazione del mondo) e da Deuteronomio 5,12-15 (memoriale della uscita dall’Egitto). Esso è il culmine della settimana ebraica, ed incominciava, come ogni giorno, al tramonto del precedente (il venerdì), e durava fino al tramonto successivo. Il venerdì pomeriggio era detto vigilia del sabato o parasceve (paraskeuÚ, preparazione), per il fatto che in quel pomeriggio si preparava tutto l’occorrente per il sabato, che doveva restare inoperoso. Il precetto sabbatico, che permetteva solamente la preghiera ed il riposo consacrati a Dio, imponeva l’astensione da ogni lavoro; di qui la necessità dei Farisei e dei Dottori della legge di interpretare la legge in proposito. Queste interpretazioni dovettero suscitare, in certi casi, discussioni a non finire, di cui si trova un’eco non solo nel Nuovo Testamento e nella letteratura rabbinica (cfr. i trattati Shabbat ed Erubin del Talmud), ma anche presso i Samaritani e negli scritti di Qumran; ad esempio, la discussione su quale precetto doveva avere il sopravvento: quello del sabato o quello della circoncisione (Gv. 7, 22), il riposo sabbatico o la necessità di immolare gli agnelli per la pasqua? Oppure la codificazione rabbinica di 39 gruppi di azioni con le quali il sabato era violato, tra cui lo sciogliere il nodo di una fune, spegnere una lampada, eseguire due punti di cucito. Gli aspetti grotteschi non devono però far velo all’essenziale, che è la preoccupazione di una fedeltà scrupolosa alla volontà di Dio: l’osservanza del sabato era diventata a tal punto il marchio di fedeltà d’Israele, che ci furono dei pii Giudei che al tempo della persecuzione di Antioco IV Epifane preferirono farsi massacrare piuttosto che difendersi violando il riposo (1 Mac. 2, 31-38; 2 Mac 6,11). Anche Cristo, pur condannando gli eccessi delle interpretazioni casuistiche (Mt. 12,2; Mc. 3,4; Lc. 13,15), ebbe rispetto del sabato in sÚ (Mt 24,20; Lc 4,16).

Il sabato era caratterizzato nel Tempio da una liturgia speciale, nelle sinagoghe e nelle case da riunioni di preghiera e di insegnamento, e da una alimentazione particolare.




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