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Documento: Ancora sul «Signum fusteum»
Messo in linea il giorno Lunedì, 13 settembre 2010
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Ancora sul «Signum fusteum»

di Andrea Nicolotti



Sommario

  1. Premessa
  2. Elogi, competenze, dignità e titolature
  3. Il fustagno
  4. Il signum
  5. Nuovi seguaci dei blogger
  6. Fotografie e gonfaloni
  7. Le fonti genovesi
  8. Il rotolo di stoffa
  9. I vestiti arrotolati
  10. I bicchieri di stoffa
  11. La memoria di Google
  12. Conclusioni


Premessa

 

Il 30 aprile di quest’anno ho pubblicato sulla rivista Giornale di Storia un articolo intitolato Quale l’antigrafo e quale l’apografo? Giovanni Aquilanti e Barbara Frale, «Mysterium Baphometis revelatum». In esso dimostravo, con argomenti filologici, che un articolo uscito sulla rivista mensile Fenix, a firma di Giovanni Aquilanti, era in realtà opera di Barbara Frale, dipendente dell’Archivio Segreto Vaticano e autrice di tre libri dedicati alla sindone di Torino[1]. Le pubblicazioni di Frale nei mesi precedenti avevano ricevuto alcune pesanti critiche; nell’articolo firmato Aquilanti, Barbara Frale, usando uno pseudonimo, si lanciava in difesa delle proprie pubblicazioni, ridicolizzando la presunta superficialità e ignoranza dei suoi critici.

Ritenendo che il nascondersi dietro pseudonimi per difendere i propri errori non sia cosa che si addice ad uno storico degno di tal nome, ho ritenuto utile impegnarmi nello smascherare l’identità del falso Aquilanti. Nel medesimo articolo ho segnalato una serie di errori storici compiuti dall’Aquilanti-Frale: l’autrice e il suo alter ego dimostravano di condividere non solo il linguaggio, ma anche le stesse errate convinzioni.

Il 30 maggio, esattamente un mese dopo, Sergio Luzzatto ha pubblicato un articolo sul Domenicale del Sole-24Ore[2] nel quale, fondandosi sul mio articolo, biasimava la scorrettezza deontologica di Frale e richiamava alla memoria dei lettori un episodio recentemente accaduto in Inghilterra: proprio nell’aprile 2010 l’attenzione dei quotidiani si era concentrata su Orlando Figes, noto docente di storia russa presso un’università londinese. Egli, come Frale, aveva pubblicato sotto falso nome alcune recensioni negative ai libri dei propri “avversari”; una volta smascherato, ha dovuto presentare pubbliche scuse e si è visto costretto a pagare le spese legali affrontate da coloro che aveva danneggiato con le proprie recensioni. Luzzatto aveva dunque buon gioco nel paragonare Figes alla nostra Frale. Differentemente da Figes, però, Barbara Frale ha risposto dalle colonne del quotidiano Il Giornale difendendo il proprio agire e giustificandosi con l’argomento del “gioco divertente”; nella stessa occasione si è lanciata immediatamente al contrattacco, sbeffeggiando e denunciando nuovamente la presunta incapacità dei suoi recensori, Luzzatto compreso[3].

Ora Barbara Frale ha pubblicato su Giornale di Storia un articolo intitolato La crociata del «signum fusteum», che consiste di tre parti: un ennesimo attacco difensivo rivolto ai suoi critici, soprattutto al sottoscritto; l’esame di una sola delle critiche che le sono state rivolte; la presentazione di alcuni testi medievali che le sono stati segnalati da un terzo, e che ella ha ritenuto di poter adoperare in favore della propria causa. In nemmeno una riga di tutte le quindici pagine di articolo compare il minimo riferimento a Giovanni Aquilanti. A quell’atto di scorretta autodifesa io avevo dedicato tutto il mio saggio precedente sul Giornale di Storia, e a quello Frale avrebbe dovuto rispondere, una volta deciso di pubblicare qualcosa nella stessa sede. Invece mi trovo a rispondere ad un articolo di contrattacco che sorvola completamente su quell’argomento, si dilunga su altre questioni e sposta la discussione sulla mia presunta incompetenza, cercando di ridicolizzare e dimostrare l’assurdità delle critiche storiche che, più compiutamente in altre sedi, le ho rivolto.

Non rinuncio all’esame di questo nuovo articolo di Frale. Buona parte di esso non consiste di argomentazioni scientifiche, ma di divagazioni e considerazioni di natura personale. Desidero replicare a queste, prima di passare al nucleo dell’argomentazione storica.




[1] G. Aquilanti, Sulla Sindone il sigillo di Bisanzio, in «Fenix. Enigmi e misteri della storia e del sacro» 13 (novembre 2009), pp. 48-51. A chi me lo domandasse, sarò ben lieto di inviare copia dell’articolo pseudonimico.

[2] S. Luzzatto, Figes e Frale, avanti furbetti, sul «Domenicale del Sole-24Ore» del 30 maggio 2010, p. 48.

[3] A. Tornielli, La Frale a Luzzatto: «Non mi sono mai auto-recensita sotto pseudonimo», su «Il Giornale» del 1 giugno 2010, p. 29.

 

 




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