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Documento: Ancora sul «Signum fusteum»
Messo in linea il giorno Lunedì, 13 settembre 2010
Pagina: 11/12
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La memoria di Google

 

Le vicende legate a Barbara Frale spesso sono accompagnate da fatti curiosi. L’articolo di Frale a cui sto ora rispondendo è stato pubblicato sul Giornale di Storia la mattina del 31 luglio 2010. Fino a quel momento, chiunque si fosse collegato alla pagina principale del sito internet personale di Antonio Musarra (www.antoniomusarra.net) avrebbe potuto leggere un testo contenente alcune osservazioni riguardanti l’argomento di cui ci stiamo occupando, tra le quali compariva questo passaggio:

 

Per Calvini, in ogni caso, fustus è certamente da tradurre con “tela”. Il termine si trova in un atto rogato a Famagosta nel 1300 dal notaio genovese Lamberto di Sambuceto [seguono il riferimento bibliografico e il testo latino, che ometto]. La questione però non convince, potendosi tradurre napos con “bicchiere, coppa”; anche se Calvini - imperterrito - preferisce tradurre quest’ultimo termine con “coperta”.

 

Faccio solo osservare che napus non si può tradurre con “bicchiere”: si deve tradurre in quel modo. Verso le 15,30 dello stesso 31 luglio ho visitato per l’ultima volta il sito di Musarra, ove il passaggio compariva in bella mostra nella home page.

Certi lamentabili episodi che in passato hanno contrassegnato il dibattito su tutto ciò che riguarda le pubblicazioni di Frale (penso al falso Aquilanti, e non solo) mi hanno però reso molto più sospettoso: ed è animato da questo sentimento che, quel pomeriggio, mi ero fatto una copia di salvataggio di quella pagina internet che conteneva l’importante anche se un po’ timida ammissione di errore da parte di Musarra. Non si sa mai: in internet è molto facile mettere, togliere o modificare qualunque pagina, occorrono solo pochi minuti.

La mattina del giorno successivo, 1 agosto, questo testo era scomparso. Chiunque si colleghi ora a quella pagina[1] troverà, in luogo delle osservazioni sopra riportate, solo il link all’articolo pubblicato da Frale sul Giornale di Storia. Gian Marco Rinaldi - uno di quelli che Frale chiama spregiativamente bloggers - si è accorto subito della sparizione, ma mi ha segnalato che una copia della pagina eliminata si poteva ancora ritrovare interrogando la “memoria cache” del motore di ricerca: Google, infatti, fotografa periodicamente lo stato di una pagina internet e la mantiene in memoria per un certo tempo. Aprendo la pagina cache, che conteneva appunto la versione che io avevo potuto vedere sino al giorno precedente, Google mi ha anche fornito la data in cui era avvenuto l’ultimo salvataggio: “14 lug 2010 06:27:46 GMT”. Quindici giorni prima dell’uscita del pezzo di Frale, la pagina era già lì. Poche ore dopo la pubblicazione di Frale, Musarra ha modificato la sua pagina, sostituendola con il link all’articolo ed eliminando il riferimento all’errore dei bicchieri che lui stesso aveva compiuto, ma di cui poi si era avveduto, e che invece Frale senza batter ciglio aveva proposto trionfalmente.

Posso dunque tentare una ricostruzione cronologica dei fatti:

1) Nel giugno 2010 Musarra, pur persuaso che il manoscritto riporti la lezione fusteum come noi ripetiamo da mesi, sfogliando due dizionari di latino ligure ha trovato due particolari definizioni di fustus e fustum, che gli sembravano portare acqua al mulino della teoria di Frale. Pur non avendo ancora a disposizione i testi, ha ritenuto di non voler pazientare ed è uscito con un lancio su un giornale nazionale, all’interno di un articolo montato allo scopo, in cui Frale si difendeva dalle “accuse” di aver mal trascritto il manoscritto, avanzate da me, da Massimo Vallerani e da altri.

2) Successivamente, venuto a conoscenza dei testi, Musarra si è accorto che per almeno uno di essi aveva preso una cantonata irrimediabile. Ha quindi creato una pagina sulla home page del proprio sito personale nella quale riconosceva l’errore, prima che qualcuno lo facesse notare a lui. Cosa che sarebbe sicuramente successa, perché è troppo evidente: io stesso, ad esempio, lo avevo notato il giorno stesso dell’uscita dell’articolo di Andrea Tornielli su Il Giornale.

3) Frale si è buttata a capofitto sul materiale suggerito da Musarra dalle colonne de Il Giornale, pensando che esso potesse contribuire a salvare la propria teoria (nonostante fustum e fustanium siano due cose diverse). Ha scritto quindi un articolo per il Giornale di Storia riproponendo gli stessi e identici passaggi, senza dire chiaramente che li aveva tratti da Musarra, e sbeffeggiando la mia incapacità ed imprecisione nell’approfondire i documenti... quasi come se quei documenti li avesse trovati lei! Intanto, tra una pianeta arrotolata e un disegno rotoloso, non è stata in grado di capire il palese errore in cui Musarra era incorso, e di cui lui stesso invece si era reso conto.

4) La mattina del 31 luglio è uscito l’articolo di Frale. In esso compariva lo strafalcione dei bicchieri.

5) Tra le ore 15,30 di quel giorno e le 4 di mattina del giorno successivo, Musarra ha eliminato dalla propria pagina la constatazione dell’errore riguardo ai bicchieri.





[1] Ultimo controllo: 13 settembre 2010, ore 15.

 




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