Benvenuto a Christianismus - studi sul cristianesimo
Cerca
Argomenti
  Area utenti Pagina iniziale ·  Novità ·  Scaricamenti ·  Collegamenti ·  Classifiche ·  Archivio  
Sezioni
· PAGINA INIZIALE
· Il Gesù della storia
  e i suoi seguaci
· Il giudaismo
· L'Antico Testamento
· Il Nuovo Testamento
· Gli apocrifi
· Qumràn
· Letteratura cristiana
  antica
· Incredibile...
  ma falso!
· Recensioni e schede bibliografiche

Christianismus


Per conoscere il progetto Christianismus

· Presentazione
· Andrea Nicolotti
· Gli autori
· I volontari
· Sostienici
· Contattaci


Documento: La storia del Secondo Tempio e le origini cristiane -1
Messo in linea il giorno Lunedì, 22 novembre 2010
Pagina: 4/4
Precedente Precedente


Il secondo periodo sadocita (400-175 a.C.) e la nuova documentazione

La teologia dell’esilio si impose sempre più, ma l’esistenza di altre correnti, probabilmente legate ai restati in patria, doveva necessariamente farsi sentire. La critica al sistema sadocita è  presente nei libri di Rut, di Giobbe e di Giona, (V-IV sec. a.C.). Il libro di Rut critica l’idea allora dominante che per essere veri ebrei si debba essere discendenti solo di ebrei: anche David aveva una nonna moabita. Il libro di Giobbe critica un’altra idea centrale della società sadocita, che la felicità e la fortuna dipendano dalla rettitudine del comportamento. Il libro di Giona racconta con una favola come i pagani possano essere più pronti alla penitenza degli ebrei.

Intorno al 400 a.C. sorse un movimento di totale opposizione al sacerdozio sadocita e alla sua teologia. Nasce l’enochismo. Il nome dato dai moderni al movimento deriva dal nome del rivelatore che è Enoc, il patriarca antidiluviano, nome ovviamente pseudepigrafo. Non è noto quali siano state le cause che portarono alla nascita dell’enochismo e quella che indichiamo appresso è soltanto un’ipotesi, ma che per ora è l’unica che sia stata avanzata. In ogni caso, i testi enochici esistono.

A partire dal 400 a.C. disponiamo oggi di una documentazione relativa al pensiero ebraico, anche se non agli avvenimenti, molto più vasta di quella che possedevamo fino a una cinquantina di anni fa. La nuova documentazione riguarda tutto il periodo che va dal 400 a.C. fino al tempo di Gesù. L’aumento della documentazione è dovuto alla scoperta dei Manoscritti di Qumran. Questa ha trascinato con sé lo studio degli Apocrifi dell’Antico Testamento. Questi apocrifi ci hanno fornito una documentazione, in termini quantitativi, ancora più vasta di quella offerta dai manoscritti di Qumran[12].

Con la dizione «Apocrifi dell’Antico Testamento» si intende una raccolta di scritti nota alla Chiesa fin dai primissimi tempi, che conteneva opere escluse dal Canone sia ebraico sia cristiano. Sono opere scritte sempre da ebrei, le più antiche certamente in ebraico o in aramaico, poi anche in greco, che ci sono giunte non nella lingua originale, ma sempre in traduzioni fatte da chiese antiche. Gli apocrifi dell’Antico Testamento ci sono giunti in lingue molteplici come il siriaco, il greco, il copto nei suoi diletti, il latino, il ge‘ez,[13] il georgiano, l’armeno, il paleoslavo e l’arabo. Questi testi prima della scoperta dei manoscritti di Qumran erano ritenuti per lo più contemporanei o di poco anteriori al tempo di Gesù e non erano presi in considerazione dagli studiosi salvo troppo rare eccezioni. Ancora nel 1948 Angelo Penna scriveva che gli apocrifi «letterariamente non meritano considerazione particolare», perché hanno la mania del meraviglioso e sono inverosimili a differenza degli scritti canonici; lamenta perfino che «alcuni padri e alcune chiese particolari tributarono un onore indebito a scritti di questo genere»[14].

Il motivo del rifiuto va cercato in parte nei motivi addotti da Penna e in parte, forse più consistente, nel fatto che furono impiegati a partire almeno dal XVIII secolo da studiosi atei allo scopo di dimostrare che il cristianesimo era una religione storica come tutte le altre. I motivi teologici che uniscono talora gli apocrifi ai testi neotestamentari furono interpretati come segno di uno sviluppo puramente storico dall’Antico al Nuovo Testamento. Questo provocò una diffidenza verso questi testi, che solo dopo la scoperta dei manoscritti di Qumran è stata superata. La presenza di alcuni apocrifi nella biblioteca di Qumran ne ha dimostrata l’antichità, mentre la mutata atmosfera culturale vede cadere le remore che furono attive fin verso la metà del secolo passato. Ora gli apocrifi dell’Antico Testamento sono oggetto di numerosi studi e traduzioni ne sono state fatte nell’ultimo cinquantennio in tutte le principali lingue.

Le prime scoperte di manoscritti furono fatte in alcune grotte[15] adiacenti il Mar Morto intorno alla metà del secolo passato. Sulle rive nordoccidentali del Mar Morto, alla foce del wadi Qumran, c’era intorno al tempo di Gesù un piccolo villaggio, che doveva ospitare una strana comunità di gente che si era dedicata a Dio vivendo in solitudine, «separati» come dicevano loro, dal resto del giudaismo, secondo una morale diversa da quella stabilita dalla legge di Gerusalemme. Quando i romani attraversarono la loro regione nel corso delle operazioni contro Gerusalemme, nel 68 gli abitanti del villaggio nascosero il loro vastissimo patrimonio librario in grotte praticamente inaccessibili e abbandonarono la zona nella speranza evidentemente di potervi tornare e di recuperare i loro libri. In realtà non tornarono e i libri sono stati trovati da noi.

Poiché le grotte furono chiuse nel 68 d. C. è chiaro che tutti libri qui ritrovati furono scritti prima di quella data. Questo ha un’importanza notevolissima, perché esclude la possibilità di rimaneggiamenti posteriori. Ci sono frammenti che contengono scritture perfino del III sec. a.C.

I libri scoperti nella biblioteca di Qumran possono essere così divisi: libri biblici, a noi già noti, libri apocrifi, ugualmente a noi già noti, ma solo in traduzione, libri prima ignoti, la maggior parte dei quali fu composta dagli abitanti stessi del villaggio.

L’importanza dei testi biblici, per lo più frammentari, consiste nel fornirci un testo più antico di oltre mille anni del più antico manoscritto biblico completo che possedevamo[16]. Questo è importante per la storia del testo biblico. Se il maggior numero di frammenti biblici può essere considerato a  monte della tradizione ebraica medievale, il cosiddetto testo masoretico, altri frammenti, sia pure scarsi di numero, mostrano un testo ebraico a monte di quello della traduzione greca. Di conseguenza il testo greco acquista un’importanza storica che prima non aveva. Non soltanto è un testo che ha valore per i cristiani, in quanto fu il testo usato dai padri della Chiesa, ma ha un valore storico per la comprensione stessa del giudaismo del Secondo tempio.

Molto interessanti per i problemi che pongono sono anche dei testi che narrano episodi biblici in forma sufficientemente simile per essere identificata, ma sufficientemente diversa per essere considerata una variante testuale. In questi casi si parla di testi «parabiblici», ma è solo una parola che nasconde la nostra incapacità di risolvere il problema: fantasie sulle bibbia, o testo biblico ancora allo stadio fluido?

Per gli apocrifi apparve subito che alcuni erano molto più antichi di quanto si pensasse. La loro teologia andava studiata non sullo sfondo del giudaismo dell’epoca cristiana, ma sullo sfondo del giudaismo sadocita ed ellenistico.

È stato così necessario cominciare ad attribuire un aggettivo a quel giudaismo che avevamo sempre considerato il solo giudaismo esistito e, quindi, senza bisogno di aggettivi che lo distinguessero da altre possibili forme di giudaismo. In effetti, oggi, alcuni autori usano il plurale «giudaismi». Io preferisco seguitare a usare il termine «giudaismo», come il grande filone all’interno del quale si distinguono varie teologie e correnti. Quella corrente giudaica che ha il suo centro nel Tempio officiato dai sacerdoti sadociti, quella che può sembrare «ufficiale» - quest’aggettivo è usato - in quanto propria della capitale, è detta meglio «sadocita» dal nome della dinastia dei sommi sacerdoti che governarono Gerusalemme dalla fine dell’esilio fino al 175 a.C.

Il terzo gruppo di opere scoperte nelle grotte di Qumran ci ha fornito testi prima ignoti. Sulla scorta di notizie indirette antiche queste opere furono attribuite dalla maggioranza degli studiosi agli esseni. Oggi, all’interno del movimento essenico si distinguono alcuni filoni ben precisi. Perciò si può dire che all’interno dell’area essenica si distinguono un enochismo e un qumranesimo; il nome di essenismo tout court resta attribuito a quelle opere esseniche che non rientrano né nell'enochismo, né nel qumranesimo.

La scoperta dell’enochismo e della sua antichità deriva dalla datazione attribuita a due opere enochiche: il Libro dei Vigilanti e il Libro dell’Astronomia.

 

[► parte 2 ]


[11] « Il re (Nabucodonosor) deportò in Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli…».(2 Chr 36, 20).

[12] In un primo momento la dizione «manoscritti di Qumran» equivaleva a quella di «manoscritti del Mar Morto» in quanto il sito di Qumran (nome moderno del wadi, alla cui foce era posto il villaggio) era situato sulle rive del Mar Morto. Oggi le due dizioni differiscono, perché altri siti con grotte contenenti manoscritti della stessa epoca sono state scoperte. Resta comunque che la grande maggioranza dei testi proviene da Qumran. Una raccolta dei testi del Mar Morto non provenienti da Qumran è in corso di preparazione.

[13] Etiopico classico.

[14] Enciclopedia Cattolica, 1948, col. 1631.

[15] Le grotte esplorate sono circa 250; i manoscritti sono stati scoperti solo in undici.

[16] Il manoscritto biblico più antico che possediamo è il codice di Sanpietroburgo B 19 A scritto nel 1008 d.C.







Precedente Precedente



 
Opzioni

 Stampa Stampa


Argomento
Il giudaismo
Il giudaismo

 

 

Christianismus.it - © Tutti i diritti riservati - Copyrights reserved - Omnia iura reservantur
È vietata la riproduzione e diffusione non autorizzata dei contenuti del sito, fatta eccezione per l’uso personale. 


Sito internet realizzato da:
E' una TRX Idea...


Sito realizzato con PHP-Nuke