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Documento: La storia del Secondo Tempio e le origini cristiane -2
Messo in linea il giorno Lunedì, 22 novembre 2010
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Il periodo ellenistico

È curioso come gli ebrei sembrarono non avvertire la grande rivoluzione che stava sconvolgendo il mondo greco e orientale, cambiandone il volto. Non c’è traccia nei testi ebraici né canonici, né apocrifi del passaggio dalla Palestina di Alessandro Magno. Comunque la presenza dell’ellenismo a Gerusalemme è documentabile nell’opera di Qohélet della seconda metà del III sec. a.C. I problemi cominciano ad essere affrontati in maniera filosofica, ignota prima agli autori ebrei. L’influsso dell’ellenismo va colto soprattutto nella tendenza a portare i problemi alle estreme conseguenze nel campo del pensiero e, nel campo della politica, all’affermarsi di capitani di ventura, padroni di eserciti che potevano combattere per Israele, ma anche mettersi al servizio di sovrani della zona.   

Durante il II sec. a.C. l’enochismo subì una crisi profonda dividendosi in vari gruppi a seconda delle posizioni che prendevano riguardo a vari problemi. Si poteva portare alle estreme conseguenze il concetto di onnipotenza divina e andare verso forme di predeterminismo, accettare la legge mosaica, accettare l’attesa messianica, sviluppare forme di halakah diverse nei riguardi del matrimonio e delle relazioni con gli stranieri.

Poiché le opere a noi pervenute, se non sono pseudepigrafe, sono tutte anonime, ne consegue una certa incertezza nell’attribuzione di questa o quell’opera a un determinato movimento. Anzi, è difficile stabilire anche quanti fossero in realtà i movimenti realmente costituiti, perché differenze teologiche non fondamentali possono bene essere convissute all’interno dello stesso gruppo. Perciò è in uso parlare, più che di gruppi precisi, di aree.  

 




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