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Documento: La storia del Secondo Tempio e le origini cristiane -2
Messo in linea il giorno Lunedì, 22 novembre 2010
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Il cristianesimo

Anche nel campo delle origini cristiane la rivoluzione apportata dalla scoperta dei Manoscritti del mar Morto ha fatto sentire le sue conseguenze.

Il quadro tradizionale delle origini cristiane vedeva Gesù predicare la sua religione agli ebrei, i quali avevano tutti, più o meno, una medesima teologia, della quale gli esponenti più dotti e più attivi erano i farisei. Da Giuseppe Flavio, uno storico ebreo che scrisse in greco verso la fine del I sec. d.C., sapevamo che accanto ai farisei c’erano anche i sadducei, menzionati abbondantemente anche nel Nuovo Testamento, e gli esseni. Ma la nostra conoscenza diretta delle tre sette era molto disuguale. Degli esseni non avevamo nessuno scritto; dei sadducei notizie sporadiche; al contrario dalla letteratura rabbinica dei primi secoli di derivazione essenzialmente farisaica potevamo avere notizie dell’ideologia farisaica.  

La maggior parte delle notizie riguardanti i farisei ci vengono dalla Mishnah, una raccolta di discussioni e detti rabbinici redatta agli inizi del III secolo dagli eredi più o meno diretti dei farisei del tempo di Gesù. L’uso delle fonti rabbiniche era facilitato agli studiosi del Nuovo Testamento da un’opera di grandi dimensioni e di uso relativamente facile anche per i non specialisti: Kommentar zum Neuen Testament aus Talmud und Midrash, di Strack e Billerbeck[35]. L’opera presenta in calce al testo del Nuovo Testamento, versetto per versetto, i rimandi puntuali a tutti i testi rabbinici che potessero avere una qualche somiglianza con la forma o contenuto del versetto neotestamentario. La conseguenza della disponibilità di questa documentazione è stata la creazione di commenti che hanno dato del cristianesimo un’immagine necessariamente distorta, come se Gesù e tutti i rappresentanti delle origini cristiane si muovessero sullo sfondo di un giudaismo che coincideva di fatto col farisaismo. Tutta l’area essenica, con tutte le sue varianti e sfumature era assente. Pertanto, tutto ciò che distingueva Gesù dal farisaismo era interpretato come novità cristiana.

 


[35] H.L. Strack e P. Billerbeck, Kommentar zum Neuen Testanent aus Talmud und Midrasch, 6 voll., München 1922-28.







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