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Documento: Il Cristianesimo primitivo fu uno dei culti misterici dell'antichità? -2
Messo in linea il giorno Sabato, 16 aprile 2011
Pagina: 2/3
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Differenze tra culti misterici e cristianesimo

 

Nel presente studio abbiamo già segnalato tre importanti differenze tra i culti misterici e la fede cristiana: a) il “segreto” dei misteri pagani è quasi assente nel vissuto cristiano dei sacramenti, poiché la disciplina arcani in realtà non veniva vissuta con un’attitudine rigidamente occultista; b) l’iniziazione cristiana e la prassi sacramentale (battesimo ed eucaristia) evidenziano molto più intensamente dei culti pagani la dimensione etica di conversione personale e la dimensione mistica di ascesa alla conoscenza di Dio; e c) i culti misterici sono religioni agricole delle forze, vitali e mortali, della natura, mentre l’ebraismo ed il cristianesimo si basano sull’intervento personale di Jahve-Dio sulla storia umana. Abbiamo anche ricordato che, concordemente alle ricerche più recenti e a differenza di quanto sostenuto dalla scuola della storia delle religioni, la prassi del battesimo e dell’eucaristia come segni salvifici e la fede che “Gesù è Signore” ebbero origine nel primitivo cristianesimo della Palestina indipendentemente da qualsiasi influsso ellenico.

A queste tre differenze essenziali tra i due universi religiosi bisogna ancora aggiungere altre importanti divergenze. La teologia dell’onnipotente Dio Padre e dell’azione redentrice del Figlio, l’elevata esigenza morale, vincolata ad una nuova concezione antropologica dell’essere umano, e l’impegno nell’attività sociale e caritatevole offrirono un fondamento su cui si insediò un nuovo popolo di Dio che, a seguito della diminuzione – a metà del secolo II – della speranza di un imminente ritorno del Signore, si vide obbligato ad erigere un solido e duraturo edificio organizzativo in grado di assicurare la permanenza di quel popolo di Dio (o Chiesa) attraverso i secoli. E in questo processo di insediamento del nuovo popolo di Dio nella storia, le profonde differenze tra culti misterici e cristianesimo diventano ancor più evidenti.

Per i contemporanei della Chiesa nascente furono particolarmente impressionanti le attività sociali in favore dei poveri e degli emarginati, che poi si plasmarono in efficaci istituzioni di carità che mettevano in pratica il comandamento evangelico dell’amore verso il prossimo. Questa dimensione sociale del cristianesimo è di capitale importanza nella comprensione dell’espansione di questa nuova religione, e mette in rilievo che i culti misterici si limitavano ad una mera attività cultuale senza ripercussioni sulla vita quotidiana né sulla trasformazione della società. La Chiesa, al contrario, insieme a quello religioso garantì ai cristiani un focolare sociale e stimolò, accanto alla conversione personale, un importante elemento di dinamizzazione della società[56].

Infine, nei culti misterici mancavano forme sia interne sia esterne di organizzazione. Queste, in cambio, impregnavano profondamente la comunità cristiana, la ekklesia, poiché pretendevano di configurare lo stile di vita dei membri e adottavano una rigida struttura istituzionale. Il vescovo (episkopos) esercitava la funzione direttiva, nella quale era aiutato dai presbiteri e dai diaconi, così come una variegata serie di cariche ministeriali; in un certo senso, coloro rappresentavano tutti la comunità verso l’esterno. E, benché anche i misteri pagani si fondassero su una gerarchia simile, presieduta da uno ierofante, la sua configurazione era molto più debole. Inoltre, dalla fine del secolo II le comunità cristiane istituirono degli incontri interregionali, chiamati sinodi o concilia, originando così delle demarcazioni ecclesiastiche basate sull’ordinamento provinciale romano, le quali arrivarono ad assumere nel tempo un’importante struttura socio politica[57].

Di conseguenza, con la sua organizzazione tanto efficace, la sua teologia tanto imponente, intimamente legata ad una nuova concezione dell’antropologia, e il suo influente impegno sociale, il cristianesimo era molto differente dai misteri. Presentare il cristianesimo primitivo come uno dei culti misterici dell’antichità è, dunque, un riduzionismo che molto probabilmente deriva da una carenza nel metodo scientifico o storico utilizzato per arrivare a tale erronea definizione.

Lo storico delle religioni Álvarez de Miranda distingue, a nostro parere a ragione, i culti misterici dal cristianesimo. Presenta quest’ultimo come una religione moderna, sovranazionale o universale e dotata di un fondatore, come il buddismo, lo zoroastrismo, il manicheismo e l’islamismo. Al contrario, i culti misterici sono prenazionali piuttosto che veramente universali e mancano di un fondatore. L’origine di quei misteri è preistorica, mentre quella delle religioni sovranazionali è pienamente storica[58].

 


[56] M. Puzicha, Christus peregrinus. Die Fremdenaufnahme (Mt 25,35) als Werk der privaten Wohltätigkeit im Urteil der alten Kirche, Münster 1980; M. Mollat, I poveri nel Medioevo, Bari 1982; E. Dassmann, Kirchengeschichte I, Stuttgart-Berlin-Köln 1991, 227-230 e 239-250; Idem, Kirchengeschichte II/2, Stututgart-Berlin-Köln 1999, 225-233; G. Hamman, Die Geschichte der christlichen Diakonie. Praktizierte Nächstenliebe von der Antike bis zur Reformationszeit, Göttingen 2003, 21-87.

[57] A. Faivre, Ordonner la fraternité, Paris 1992; E. Dassmann, Entstehung und theologische Begründung der kirchlichen Ämter in der Alten Kirche, Bonn 1993.

[58] A. Álvarez de Miranda, Las religiones mistéricas, Madrid 1961, 239-244.




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