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Documento: Introduzione alla letteratura cristiana antica
Messo in linea il giorno Sabato, 17 agosto 2002
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Limiti cronologici

Significative le diverse motivazioni addotte per giustificare i limiti cronologici scelti per la trattazione.

Per gli inizi, c’è innanzitutto la questione degli scritti neotestamentari. Molti manuali di letteratura cristiana, oltre alle Patrologie, tendono ad escluderli. Le ragioni possono essere di carattere pratico: lo sviluppo specifico degli studi biblici1, ma anche teologico: il Nuovo Testamento è “parola di Dio”, la letteratura cristiana è “parola di uomini”. Quest’ultima considerazione, se vale in particolare per i Patrologi e per i protestanti, è stata importante anche per studiosi di letteratura cristiana come Bardenhewer, che è cattolico2. Da un punto di vista letterario, si è spesso accentuato il distacco tra il carattere semitico di questi scritti e lo spirito classico che informerà la letteratura cristiana dei secoli successivi. Per questo, si è talora riconosciuta la possibilità di una trattazione comune di letteratura neotestamentaria e letteratura cristiana antichissima (i Padri apostolici), anch’essa volentieri esclusa dalla letteratura cristiana vera e propria3.

Eppure, ragioni storiche e letterarie imporrebbero di considerare in continuità Nuovo Testamento e opere cristiane. Storicamente, dovrebbe prevalere l’idea che si tratta sempre di prodotti della Chiesa nascente4.

Letterariamente, è apparso chiaro a molti che proprio il Nuovo Testamento è la fonte di ispirazione dei cristiani, non solo per il contenuto, ma anche per la lingua e lo stile, e, se non si tiene conto di esso, anche tutta la letteratura cristiana resta incomprensibile5. Del resto proprio alcuni tra i promotori di una “Storia della letteratura cristiana”, Krüger, Harnack, Jordan, avevano incluso la letteratura neotestamentaria.

Per quanto riguarda la fine, in generale questa è stata posta a metà circa dell’VIII secolo, per l’Oriente, con la figura di Giovanni Damasceno (morto nel 749), e a metà circa del VII secolo, per l’Occidente, con Gregorio Magno (morto nel 604) o con Isidoro di Siviglia (morto nel 636). I termini sono scelti in funzione della coincidenza della letteratura patristica con il perdurare della cultura greco-romana. Si tratta, osserva De Ghellinck «di una questione di principio […] legata strettamente alla definizione e stessa di patrologia o di storia della letteratura cristiana antica, che assumerebbe volentieri come formula ‘la storia degli scritti cristiani usciti dalla penna degli autori greco-romani’, formula fatta per piacere alla filologia»6. È formula limitatrice, che non tiene conto, ad esempio, degli scrittori cristiani di altre culture.

Proprio la considerazione del rapporto della letteratura cristiana con lo sviluppo delle letterature greca e latina in generale ha portato altri (Schanz, von Christ, Pellegrino, D’Elia) a limitare la trattazione fino all’avvento di Giustiniano (527). Puech conclude col IV sec., in polemica con le Patrologie, che arrivano a Giovanni Damasceno, proprio perché intende procedere nello spirito di confronto tra letteratura profana e letteratura sacra e dopo quel termine non esiste più questo confronto.

Proposte di prorogare invece i termini (ad esempio, fino all’843, festa dell’Ortodossia, secondo A. Ehrhard), sono talora dettate da criteri dottrinali7.


1 Cfr. M. PELLEGRINO, Letteratura greca cristiana, Roma, Studium, 19783, p. 9.

2 O. BARDENHEWER, Geschichte der altkirchlichen Literatur, Freiburg im Br., 19132, vol. I, p. 29.

3 Cfr. F. BOLGIANI, Patrologia e storia della Chiesa antica, in G. MEERSSEMANN – E. CATTANEO – M. MACARRONE (a cura di), Problemi di storia della Chiesa. La Chiesa antica, sec. II-IV, Milano, Vita e pensiero, 1970, pp. 323-324.

4 Cfr. F. BOLGIANI, Patrologia e storia della Chiesa antica, in G. MEERSSEMANN – E. CATTANEO – M. MACARRONE (a cura di), Problemi di storia della Chiesa. La Chiesa antica, sec. II-IV, Milano, Vita e pensiero, 1970, pp. 287, 324.

5 Cfr. J. DE GHELLINCK, Patristique et Moyen Age, Bruxelles, 1947, vol. II, pp. 175-176; M. PELLEGRINO, Letteratura greca cristiana, Roma, Studium, 19783, p. 9; G. LAZZATI, Problemi e orientamenti di Letteratura cristiana antica e greca, in Introduzione allo studio della cultura classica, vol. I, p. 595. Secondo BARDY in E. PARATORE (a cura di), Problemi ed orientamenti critici di letteratura, Milano, Marzorati, 1948, pp. 115-143.

6 J. DE GHELLINCK, Patristique et Moyen Age, Bruxelles, 1947, vol. II, p. 174.

7 J. DE GHELLINCK, Patristique et Moyen Age, Bruxelles, 1947, vol. II, pp. 177-178.




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