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Documento: La formazione del Nuovo Testamento e la questione del canone
Messo in linea il giorno Giovedì, 25 aprile 2002
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La dicitura "Nuovo Testamento"

Il nome di «Nuovo Testamento» compare come denominazione di una raccolta di scritti (non necessariamente la stessa che ora possediamo) solo a partire dalla fine del II secolo. «Nuovo Testamento» o «Nuovo Patto» (in greco Kainê Diathêkê, in latino Novum Testamentum) 1 è un’espressione usata dai Settanta e ripresa dai più antichi scrittori cristiani, a partire da Paolo (cfr. 1 Cor 11,25), per indicare la nuova alleanza tra Dio e l’uomo che viene instaurata dall’opera redentrice di Gesù Cristo e che porta a compimento l’alleanza antica stabilita da Dio col popolo ebraico. Con questa espressione, dalla fine del II secolo, si denomina pure la raccolta degli scritti sacri cristiani, per distinguerli, ma anche per metterli alla pari, rispetto a quelli dell’«Antico Testamento», che originariamente avevano rappresentato, anche per i cristiani, la «Scrittura» per eccellenza. Un testo interessante, che documenta il nuovo uso dell’espressione «Nuovo Testamento», è quello di un anonimo scrittore antimontanista citato da Eusebio di Cesarea (Historia Ecclesiastica V,16,3), e che probabilmente scrisse intorno al 190; egli afferma: «Temevo ed evitavo che a qualcuno sembrasse che io volessi aggiungere o imporre qualcosa alla parola del Nuovo Testamento evangelico, alla quale chi ha scelto di vivere secondo il Vangelo non può aggiungere o togliere niente». Prima di questo periodo si usavano altre espressioni: ad esempio, verso il 150 si indicavano l’AT e il NT come «i Libri e gli apostoli».

Oggi la denominazione di AT in contrapposizione a NT viene contestata negli ambienti che promuovono il dialogo tra Cristiani ed Ebrei, perché si sente in essa una sfumatura spregiativa (ancora più forte nella denominazione di «Vecchio Testamento», che non è quasi più usata), e perciò c’è chi cerca di diffondere un’altra forma: «Primo Testamento» e «Secondo Testamento». Ma le forme «Antico» e «Nuovo» Testamento hanno valore storico: erano usate già dai primi cristiani, che si rifacevano a loro volta ad espressioni usate nel NT, nel senso di Antico e Nuovo Patto (cfr. 2 Cor 3,6.14).



1 Il termine latino Testamentum, da cui deriva il nostro «Testamento», acquista pertanto un’accezione nuova, in rapporto col significato del termine greco, a sua volta traduzione dal termine ebraico berit, che significava «patto, alleanza».




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