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Documento: La formazione del Nuovo Testamento e la questione del canone
Messo in linea il giorno Gioved, 25 aprile 2002
Pagina: 9/10
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Criteri di canonicità

I criteri che prevalsero per l’inserzione nel canone furono principalmente tre:

  1. L’apostolicità, cioè l’attribuzione degli scritti, direttamente o indirettamente, ad apostoli. L’apostolo ebbe nella Chiesa una funzione unica, quella di testimone oculare; per conseguenza solo gli scritti che hanno per autore un apostolo o un discepolo di un apostolo furono presi a garanzia della purezza della testimonianza cristiana.

  2. Il consenso delle chiese: cioè il fatto che fossero stati accolti e letti durante la liturgia in tutte o quasi tutte le comunità ecclesiali.

  3. La conformità all’insegnamento ecclesiale trasmesso oralmente dagli apostoli, per quanto riguarda il contenuto; furono scelti quei libri che erano in armonia con la tradizione orale e rifiutati tutti quelli che presentavano la figura di Gesù in modo difforme da quello tramandato. Perciò scritti pur attribuiti ad Apostoli sono stati rifiutati: è il caso del Vangelo di Pietro (secondo una testimonianza di Serapione di Antiochia, della fine del II sec., trasmessaci da Eusebio di Cesarea (Hist. Eccl. VI,12,2-6)1.

Per quanto riguarda il criterio dell’apostolicità, possiamo notare come abbia operato la tradizione ecclesiale, soprattutto a proposito degli scritti che erano stati trasmessi senza indicazione del nome dell’autore (la maggior parte), nel senso di collegarli strettamente a figure di apostoli; in tempi moderni il criterio di apostolicità si è modificato, perch non dipende più rigorosamente dall’attribuzione specifica ad Apostoli, ma dal fatto di trasmettere i contenuti dell’annuncio apostolico. Ossia, si deve tener conto delle acquisizioni di carattere filologico-storico, senza che queste interferiscano sulla questione della canonicità. Questo ha comportato che nessuna attribuzione sia stata esente da verifiche e contestazioni.


1 “Noi infatti, fratelli, accogliamo Pietro e gli altri Apostoli come Cristo, ma respingiamo in base alla nostra esperienza i falsi scritti che portano il loro nome” (Testo originale: tinaj ™n t kat¦ `RwssÕn paroik…v prof£sei tj e„rhmnhj grafj e„j ˜terodÒxouj didaskal…aj ¢poke…lantaj. Ed. G. Bardy, Paris, 1952-1958)




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