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Documento: La critica testuale e l'edizione critica del Nuovo Testamento
Messo in linea il giorno Domenica, 21 ottobre 2001
Pagina: 3/7
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Numero dei testimoni

Il numero dei testimoni della tradizione manoscritta si è via via arricchito nel tempo e anche la valutazione del loro valore non è ancora stata completata. Sulla base dei dati forniti da R. Dupont-Roc nel 2004 il numero dei primi tre tipi di testimoni è così ripartito: 115 papiri, 309 manoscritti maiuscoli, 2862 minuscoli, 2412 lezionari.

Per valutare il significato di tali dati, si è soliti considerare, per contrasto, il numero di manoscritti che tramandano il testo dei classici antichi. Se il Nuovo Testamento ci è riportato, parzialmente o integralmente, in circa 5400 testimoni, l’Iliade di Omero, la «Bibbia» degli antichi, è trasmessa solamente da 457 papiri, 2 manoscritti maiuscoli e 188 minuscoli. Di Euripide, tra i più letti, abbiamo 54 papiri e 276 mss, quasi tutti bizantini. I manoscritti utili per la ricostruzione delle opere di autori come Platone, Plinio il Giovane, Cesare, Tucidide, Svetonio, Erodoto, Euripide, Aristofane non superano la decina. Moltissimi documenti antichi sono stati copiati e ricopiati per secoli prima di giungere alla copia più antica in nostro possesso: il più antico esemplare de Le opere e i giorni di Esiodo, che è datato fra l’VIII e il VII secolo a.C., è del secolo X-XI d.C. (circa 18 secoli di distanza dall’originale); i primi sei libri degli Annali di Tacito (circa 110-120 d.C.) hanno un solo testimone che risale all’850 circa (più di 700 anni dopo l’originale).

Di contro, il manoscritto più antico del Nuovo Testamento (𝕻52) risale al II secolo. La critica testuale neotestamentaria, differentemente da quella dei testi classici, è sommersa dall’abbondanza di materiale. Per questo Giorgio Pasquali, nel suo notissimo manuale di filologia classica, poteva affermare che “Nessun altro testo greco è tramandato così riccamente e così credibilmente come il Nuovo Testamento”1. Di contro, il testo attestato dai papiri e dai manoscritti maiuscoli più antichi contiene un testo non unitario e ancora in fase di stabilizzazione, il che al momento ci impedisce di sapere in che esatta forma sia uscito dal calamo degli autori o redattori.


NOTE AL TESTO

1 G. PASQUALI, Storia della tradizione e critica del testo, Firenze, Le Monnier, 19522, p. 8.




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