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Documento: Storia della critica testuale e delle edizioni del Nuovo Testamento
Messo in linea il giorno Sabato, 17 agosto 2002
Pagina: 3/5
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Dal Cinquecento al Seicento: dalle prime edizioni a stampa al "textus receptus"

Con l’invenzione della stampa fu innanzitutto pubblicata da Gutenberg la Bibbia secondo la Vulgata di Gerolamo (Magonza, 1450-1457), e nel corso dei cinquant’anni successivi uscirono almeno un centinaio di edizioni della Vulgata. Uscirono anche edizioni della Bibbia in lingue moderne (tra cui l’italiano). Nel 1488 fu pubblicato l’AT in ebraico, mentre solo all’inizio del ‘500 si incominciò a pubblicare il NT in greco. Come mai? Sia perché era difficile e costoso l’uso dei caratteri greci, sia perché negli ambienti ecclesiastici alla Vulgata si attribuiva il massimo prestigio ed era temuta la possibilità di criticarla e correggerla sull’originale greco.

Fu il cardinale di Toledo, Gonzalo Francisco Ximénez de Cisneros a promuovere per primo, nel 1502, l’edizione a stampa del NT greco, all’interno di un’edizione in più volumi di tutta la Bibbia, che fu pubblicata nelle diverse lingue (ebraico, aramaico, greco e latino) ad Alcalà, vicino a Madrid, in latino Complutum, donde il nome di questa edizione della Bibbia: la Poliglotta Complutense. Il NT, che costituiva il V volume dell’opera, venne pubblicato per primo, nel 1514, ma solo nel 1522 avvenne la diffusione dell’intera opera, e quindi la pubblicazione ufficiale. Non si sa quali codici siano stati utilizzati, perché Ximenes, nella lettera di dedica a papa Leone X, si limita ad affermare che erano stati usati codici molto antichi provenienti dalla Biblioteca Vaticana.

Di fatto, la prima edizione che andò sul mercato fu un’altra, curata dal celebre umanista olandese Erasmo da Rotterdam, che ne aveva avuto l’idea, ma si decise all’impresa nel 1515 per sollecitazione dello stampatore J. Froben, che aveva fiutato l’affare di pubblicare per primo il NT greco. Erasmo procedette in gran fretta, usando i mss che aveva a disposizione a Basilea, ossia una mezza dozzina di minuscoli, alcuni di qualità molto scadente. La stampa del testo, accompagnato dalla versione latina del medesimo Erasmo a fronte, avvenne tra l’ottobre del 1515 e il febbraio 1516 (1º marzo 1516 è la data ufficiale dell’edizione). Approntata in tutta fretta in un anno, per anticipare quella spagnola, l’opera contiene centinaia di refusi tipografici; come ebbe a dire lo stesso Erasmo, essa fu «precipitata più che edita». Erasmo non aveva trovato mss completi per tutto il NT, ma ne aveva usati diversi per le diverse parti, mss alquanto scorretti, che aveva cercato di emendare alla meglio, ma in modo insufficiente. Addirittura, poiché per l’Apocalisse disponeva di un codice lacunoso, che mancava del foglio finale, con gli ultimi sei versetti del libro, e che in altri punti risultava confuso, fece lui stesso, per questi passi, una retroversione dal latino della Vulgata in greco, producendo un testo che non trova riscontro in alcun ms esistente.

L’edizione di Erasmo fu apprezzata da molti e già nel 1519 ebbe una seconda edizione, ma suscitò anche critiche e rifiuti, sia per le novità della sua traduzione latina, che discordava dalla Vulgata, sia per le annotazioni apposte, in cui Erasmo non mancava di lanciare caustiche critiche al clero corrotto del suo tempo. Nelle università di Cambridge e Oxford fu proibita. Ebbe più riedizioni, una terza nel 1522, in cui inserì nel testo greco di 1 Gv 5, tra i versetti 7 e 8, il passo: «il Padre, Il Verbo e lo Spirito Santo, e questi tre sono uno solo. E vi sono tre che rendono testimonianza sulla terra», passo che era presente nella Vulgata, ma mancava nei codici greci e fu proprio allora ritrovato in un ms greco, su cui lo stesso Erasmo aveva dei sospetti: il passo (sarà definito comma johanneum), di forte incidenza dogmatica, suscitò molte controversie dottrinali nei secoli successivi e ancora oggi è una questione, anche filologica, discussa. Nella quarta ediz. del 1527 Erasmo poté correggere il testo anche sulla base del confronto con la Bibbia Complutense, che forniva un testo migliore. Ci fu una quinta edizione, pressoché invariata, nel 1535, e in seguito molte ristampe, anche illegali, ovunque. L’edizione di Erasmo ebbe in definitiva maggior successo di quella di Ximenes, benché fosse meno valida criticamente, dal momento che fu la prima ad apparire sul mercato, ed in una veste più comoda ed economica, e fu alla base del textus receptus, riprodotto per molti secoli (almeno fino all’800), insieme alle manchevolezze filologiche, anche gravi, che conteneva.

Tra le edizioni successive del NT che risultano debitrici dell’edizione erasmiana, si possono menzionare le quattro edizioni di Rober Estienne, detto anche Stephanus, avvenute a Parigi (1546, 1549, 1550) e a Ginevra (1551): nella terza per la prima volta compare un apparato critico; nella quarta per la prima volta compare la suddivisione del testo in versetti numerati. Si narra che la suddivisione fu fatta durante un viaggio a cavallo, e che proprio per questo motivo, a causa degli scossoni subiti e degli spostamenti conseguenti della penna, certe ripartizioni risultano improprie!

La definizione di «textus receptus» comparve, a scopo pubblicitario, nella prefazione latina a un’edizione (molto maneggevole) del 1633 di Bonaventura e Abramo Elzevier, stampatori di Leida: «Così hai il testo attualmente accolto (textus receptus) da tutti, nel quale non diamo niente di cambiato o di corrotto». Il textus receptus si basa su pochi mss tardi, con alcune lezioni non attestate dai mss greci oggi noti, ma per secoli fu circondato da religioso e quasi superstizioso rispetto (come del resto era già capitato alla Vetus Latina nei confronti della Vulgata, e poi alla Vulgata nei confronti del testo greco e della versione latina di Erasmo!). Si evitava appositamente di ricorrere a mss che presentassero un testo troppo diverso, anche se antichi e autorevoli. I cambiamenti erano sentiti come degli attentati all’autorità della Scrittura e segni di eterodossia.

Non è possibile precisare quante edizioni furono fatte del NT dopo il 1514: certo oltre mille già prima del XX sec.




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