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Documento: Storia della critica testuale e delle edizioni del Nuovo Testamento
Messo in linea il giorno Sabato, 17 agosto 2002
Pagina: 4/5
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Dal Seicento a oggi: verso un metodo scientifico

Anche se si continuava a ristampare il textus receptus, i primi tentativi di rinnovamento del metodo furono fatti quando si incominciò a prendere in considerazione, oltre ai mss, le antiche versioni e le citazioni dei Padri, quando si incominciò a raccogliere sistematicamente ed annotare in apparato le varianti, e questo avvenne a partire dalla seconda metà del ‘600. Nomi importanti furono quelli di John Fell, vescovo di Oxford (ed. 1675), e di Richard Simon, autore tra il 1689 e il 1693 di quattro monumentali volumi, che posero le basi della critica testuale scientifica del NT.

La prima edizione che cercò di allontanarsi, in alcuni punti, dal textus receptus accogliendo lezioni dai testimoni più antichi, fu quella di Edward Wells, tra il 1709 e il 1719, ma fu ignorata. Certi studiosi che intrapresero la strada della revisione critica furono per questo perseguitati.

Con Johann Albrecht Bengel, vissuto nella prima metà del ‘700, si elaborano criteri scientifici per la scelta delle varianti; per primo egli riconosce che non conta la quantità, ma la qualità dei testimoni della tradizione manoscritta e che per questo è utile classificarli in gruppi o famiglie. Per primo elabora regole per la scelta tra le varianti, tra cui quello della lectio difficilior (proclivi scriptioni praestat ardua). Egli espone tali princìpi in un saggio, Prodromus Novi Testamenti recte cauteque ordinandi, uscito nel 1725, e nella sua edizione del NT del 1734, a Tubinga. A margine dell’edizione egli segnalava con sigle il valore delle varianti. Ma la sua edizione fu a tal punto attaccata che dovette scrivere un libello apologetico.

Sorte anche più dura toccò a un altro grande critico, Johann Jakob Wettstein, che nel 1730 fu deposto dall’ufficio di pastore e mandato in esilio. Pubblicò ad Amsterdam nel 1751-1752 una magnifica edizione del NT, in cui, come Bengel, valutava le lezioni testuali ed esponeva criteri di scelta. A lui si deve l’uso di indicare in apparato i codici greci con lettere latine maiuscole e con numeri arabi.

Successivamente si procede in questa direzione, lavorando per definire le famiglie di mss, per classificare gli errori e per elaborare regole critiche. Si pubblicano edizioni in cui sempre più nettamente ci si distacca dal textus receptus.

Una svolta si ha alla fine del ‘700 con l’opera di Johann Jakob Griesbach, che pose le basi per qualsiasi lavoro successivo sul NT. Viaggiò instancabilmente per raccogliere mss, dedicò speciale attenzione alle citazioni patristiche e alle versioni antiche del NT, studiò la storia della trasmissione del testo del NT nell’antichità, approfondì la questione delle famiglie di mss e ne riconobbe tre, che denominò alessandrina, occidentale e bizantina. Fissò un canone di quindici regole da seguire nella scelta delle varianti. Per primo, in Germania, osò abbandonare il textus receptus in più punti. Pubblicò varie edizioni tra il 1775 e il 1807, che furono ristampate anche in molti altri paesi esercitando grande influenza e dando impulso allo sviluppo delle ricerche filologiche sul testo del NT.

Il primo studioso che si svincola completamente dal textus receptus e dalle edizioni precedenti è il noto filologo classico Karl Lachmann, che pubblicò nel 1831 un’edizione del NT fondata integralmente sull’applicazione della critica testuale nella valutazione delle varianti e con l’uso esclusivo di mss antichi. Una seconda edizione si ebbe nel 1842-1850, in cui l’editore replicava alle polemiche suscitate dal suo lavoro.

Lo studioso a cui i critici testuali moderni del NT devono di più è L. F. Constantin von Tischendorf, che scoprì e pubblicò il maggior numero di mss e curò il maggior numero di edizioni. Scoprì 18 mss maiuscoli (tra cui il Sinaitico) e 6 minuscoli; pubblicò per la prima volta 25 maiuscoli e ne ripubblicò altri 11 (tra cui il Vaticano); curò ben otto edizioni del NT fra il 1841 e il 1872; il numero di saggi sul NT da lui composto ammonta a oltre 150. L’edizione sua più importante è l’ottava, in due volumi, usciti a Lipsia nel 1868-1872 (editio octava critica maior): è corredata da un ricco apparato critico che riporta tutte le varianti conosciute. Un terzo volume di Prolegomena fu poi pubblicato da C. R. Gregory tra il 1884 e il 1894.

A Caspar René Gregory, un americano che nel 1889 si trasferì in Germania diventando docente di NT, si deve il sistema moderno di classificazione dei testimoni della tradizione manoscritta, operata perfezionando il sistema già inventato da Wettstein.

Un’ottima edizione del NT fu pubblicata nel 1881 da Brooke Foss Westcott e Fenton John Antony Hort, a Cambridge e Londra, dopo una trentina di anni di lavoro. L’edizione era in due volumi, uno conteneva il testo, l’altro un’introduzione e un’appendice, con i princìpi critici seguiti e la discussione di passi controversi. Il loro merito è stato quello di perfezionare la metodologia critica dei predecessori (Griesbach, Lachmann, ecc.). A loro si deve il riconoscimento che il testo bizantino (da loro chiamato siriaco) è il più tardo e anche il meno affidabile, donde l’inaffidabilità anche del textus receptus che ne deriva e che ancora a quel tempo era quello accettato ufficialmente dalle chiese cristiane. Successivamente si avranno aggiustamenti dovuti al reperimento di nuovi testimoni della tradizione manoscritta, e alcuni correttivi alla teoria elaborata dai due studiosi in merito alla scelta delle varianti; ma l’opera di Westcott e Hort rimane tuttora valida.

L’edizione più monumentale del XX sec. fu quella di Hermann Freiherr von Soden, in 4 volumi, usciti a Berlino e Gottinga tra il 1902 e il 1913, il quale attraverso suoi allievi poté consultare un gran numero di testimoni mai prima esaminati ed approntare un apparato critico imponente, ma assai complicato e difficile da consultare a causa dell’uso di sigle per i mss che non furono accolte dagli studiosi e risultano ostiche. I risultati critici di tanto lavoro furono però limitati, anche perché von Soden attribuì un’importanza eccessiva al testo bizantino.

Fondandosi sull’ed. Westcott-Hort, Nel 1935 e 1940 Stanley Charles Edmund Legg ha pubblicato a Oxford due volumi dedicati rispettivamente ai testi di Mc e Mt, con apparati molto vasti, i più completi che possediamo per questi due Vangeli.

Intorno al 1940 è sorto l’Institut für neutestamentliche Textforschung (Istituto per la ricerca testuale neotestamentaria), a Münster, che sta lavorando al progetto della pubblicazione di «un NT su papiro», cioè del testo del NT quale è possibile ricostruire attraverso i papiri scoperti.

Un’altra iniziativa è stata assunta da un gruppo di studiosi inglesi e americani (American and British Committees of the International Greek New Testament Projet) per preparare edizioni dei libri del NT con un apparato critico ampio e documentato. È uscito per ora il Vangelo di Lc, in due volumi (Oxford 1984-1987), e si sta ora lavorando al Vangelo di Gv.




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