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Documento: La societÓ giudaica
Messo in linea il giorno Martedý, 15 gennaio 2002
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Gli schiavi

La classe più sfavorita socialmente in Palestina era quella degli schiavi. Un cittadino libero poteva cadere in schiavitù sia come punizione per il reato di furto sia per l'impossibilità di pagare i debiti; un povero poteva anche vendere se stesso e andare a servire. Bisogna però distinguere fra gli schiavi di origine giudaica, protetti da una speciale legislazione nella Bibbia (Es 21; Lv 25,39) e quelli di origine pagana la cui servitù poteva essere a vita: infatti lo schiavo giudeo recuperava la libertà, di norma, alla fine di sei anni servizio.

Considerati come proprietà assoluta del padrone, gli schiavi pagani potevano essere ceduti, venduti ed entrare anche nell'eredità. Non erano a riparo dai maltrattamenti e dai capricci dei loro padroni (cfr. Sir 33,25 ss.), ma se venivano maltrattati o si procurava loro qualche invalidità fisica, il tribunale si riservava il diritto di render loro la libertà (Es 21,26-27). L'uccisione di uno schiavo era punita come un omicidio. Lo schiavo pagano poteva anche essere aggregato al giudaismo, l'uomo tramite la circoncisione, la donna con un bagno che «ne faceva un proselito» (Targum di Dt 21,13); in seguito a ciò non li si poteva più vendere a dei pagani. Certi maestri del Talmud giunsero a proibire di tenere presso di sÚ degli schiavi incirconcisi.

Essi erano comunque tenuti a osservare solo una parte degli obblighi religiosi che incombevano ai Giudei, praticando le azioni alle quali erano tenute le donne. Secondo la legge ebraica, allo schiavo giudeo era consentito lavorare non più di dieci ore al giorno, e mai di notte; doveva essere trattato bene e non gli si dovevano imporre servizi considerati disonorevoli, come lavare i piedi al padrone o mettergli i calzari. Non poteva essere obbligato a lavorare di sabato, nÚ essere sottoposto a umiliazioni, o incaricato di svolgere lavori che rivelassero la sua condizione di schiavo, come esercitare il mestiere di sarto, barbiere o servitore nei bagni pubblici. Se fuggiva dal padrone, non era lecito riconsegnarlo.

Le schiave godevano minori privilegi in confronto ai maschi, ma anch'esse erano protette dalla legge; inoltre, una giovane schiava avvenente, mantenuta come concubina, non raramente poteva anche divenire moglie del padrone.




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