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Documento: Giustino Martire di fronte al problema della metempsicosi
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Giustino Martire di fronte al problema della metempsicosi

(Dialogo con Trifone Giudeo 4,4-7 e 5,5).

di Mario Maritano



Introduzione

Articolo pubblicato nella rivista «Salesianum» 53/2 (1992) 231-281, ripubblicato anche in E. Ferasin, (a cura di), Teologia e vita. Studi in occasione del 25° anno di attività della Sezione di Torino della Facoltà di Teologia dell'Università Pontificia Salesiana (Biblioteca di Scienze Religiose 102) Ed. LAS, Roma 1992, pp. 161-211.


La dottrina della metempsicosi o della trasmigrazione delle anime1 tenta di risolvere alcuni enigmi che si affacciano alla vita dell'uomo riguardo alla sua situazione storica di felicità o di sofferenza, alla sua sete di giustizia e al suo desiderio di sopravvivere e di sfuggire all'incubo dell'annientamento totale.2 Essa era abbastanza diffusa nell'antichità greco-romana3, e per quanto riguarda il II° sec., era accettata sia da qualche ambiente filosofico ispirantesi al platonismo,4 sia in alcune sette eretiche e gnostiche.5 Giustino MartireI Padri della Chiesa del II° secolo che affrontarono tale problematica, alcuni più direttamente, altri in fugaci accenni o sporadiche allusioni, sia pure in forma ironica e polemica,6 misero in rilievo l'assoluta diversità (e inconciliabilità) tra la teoria della metempsicosi in forme umane e animali, e le concezioni cristiane sull'escatologia, appellandosi sia alla retta ragione, sia alla Sacra Scrittura.7

Giustino è un esempio significativo di tale opposizione: si era formato sulla cultura greca, conosceva la filosofia platonica, ed è per noi un valido testimone del primitivo pensiero cristiano.8 Egli, per quanto ci consta, è il primo Padre della Chiesa che tratta espressamente della metempsicosi, sia pure molto brevemente, e la respinge con chiarezza. Per valutare l'importanza di una tale presa di posizione, si deve ricordare che egli era passato attraverso varie scuole filosofiche e che continuò la sua professione di "filosofo" anche dopo la sua conversione al cristianesimo (cf Dial., 8,2).


1 Cf la Nota bibliografica, paragrafo 1, alla fine del presente articolo.

2 Per alcune di queste tematiche cf H. KÜNG, Vita eterna? (Saggi), Milano 1983, 84-98: Argomenti pro e contro la reincarnazione, tr. it. [originale tedesco 1982]; DAL POZZO F., Giustizia e salvezza. Il problema diceologico fondamentale con particolare riferimento ai modelli "purgatorio" e "reincarnazione", (Università di Firenze. Pubblicazioni della facoltà di Giurisprudenza 47), Milano 1983; HÉTU J.-L., Réincarnation et foi chrétienne. Un reflexion sur le serieux de l'aventure humaine, Montreal 1984; FRIEDLI R., Le dogme de la réincarnation comme interpellation éthique, in KELLER C.-A. (ed.), La réincarnation. Théories, raisonnements et appréciations. Un symposium, Bern 1986, 39-60; KELLER C.-A., La réincarnation: vu d'ensemble des problemès, in ID. (ed.), La réincarnation. Théories, raisonnements et appréciations, o. c., 11-37; WALDENFELS H., Auferstehung, Reinkarnation, Nichts? Der Mensch auf der Suche nach seiner Zukunft, in «Lebendiges Zeugnis» 41, n. 4 (Paderborn 1986) 39-50.

3 Cf la Nota bibliografica, paragrafo 2, alla fine del presente articolo.

4 Specificatamente nel medioplatonismo. Cf soprattutto H. DÖRRIE, Kontroversen um die Seelenwanderung im kaiserzeitlichen Platonismus, in «Hermes. Zeitschrift für klassische Philologie» 85 (1957) 414-435; W. DEUSE, Untersuchungen zur mittelplatonischen und neuplatonischen Seelenlehre, Wiesbaden 1983, passim.

5 Per uno sguardo generale, cf in A. ORBE, Cristología gnóstica. Introduccíon a la soteriología de los siglos II y III, (Biblioteca de Autores Cristianos 385), Madrid 1976, Vol. II 573-597: Ascensión y reincorporaciones [si riferisce a Basilide, Carpocrate, Doceti di Ippolito, Ofiti]. Cf anche KELLER C.-A., La réincarnation dans le gnosticisme, dans l'hermétisme et le manichéisme, in ID., (ed.), La réincarnation. Théories, raisonnements et appréciations, o. c., 135-157.

Secondo ORIGENE, In Prov. fragm (PG 13,174A) anche alcuni che "credevano a Cristo", sostenevano la dottrina della metensomatosi, addirittura in forme animali! Cf G. DORIVAL, Origène a-t-il enseigné la trasmigration des âmes dans les corps d'animaux? (à propos de "P. Arch." I,8,4), in CROUZEL H. - QUACQUARELLI A. (edd.), Origeniana secunda, Second Colloque internationale des études origéniennes, Bari 20-23 sept. 1977 (Quaderni di "Vetera Christianorum" 15) Roma 1980, 23-28 [tutto l'articolo: pp. 11-32].

6 Per il secondo secolo, - oltre Giustino - i più importanti sono Ireneo, Teofilo Antiocheno, Ermia, Minucio Felice, a cui si devono aggiungere tra la fine del II e l'inizio del III sec. Ippolito, Clemente Alessandrino Ippolito, Minucio Felice e Tertulliano. Per una panoramica generale, anche oltre il II secolo cf soprattutto L. SCHEFFCZYK, Die Reinkarnationsgedanke in der altchristlichen Literatur, in «Bayerische Akademie der Wissenschaften. Philosophisch- historische Klasse». Sitzungsberichchte 1985, Heft 4 (München 1985) 1-39; per altre opere cf la Nota bibliografica, paragrafo 3, alla fine del presente articolo.

7 Ricordiamo "en passant" che alcuni moderni sostenitori della teoria della reincarnazione (per lo più appartenenti a movimenti teosofici) per rendere maggiormente accettabile questa loro teoria hanno affermato che anche alcuni Padri della Chiesa sono stati ad essa favorevoli: cf ad es. A. BESANT, La sagesse antique, Paris 19256, p. 46 e O. PENZING, Die Theosophie und die theosophische Gesellschaft, Dusseldorf 1921, p. 24. Cf anche I. CALDERONE, La reincarnazione. Inchiesta internazionale, Milano 1913, passim; J. HEAD, - S. L. CRANSTON, (a cura di), Reincarnation. An East-West Anthology, New York 1961, [tr. it: La reincarnazione, (Il Cammeo 289), Milano 1973, 54-62: La reincarnazione nell'antica patristica; Gli anatemi contro la preesistenza (antologia di testi)]; G. MACALUSO, La reincarnazione verità antica e moderna, Roma 1968, 81-92; E. BRATINA, La reincarnazione documentata dalla Religione, Filosofia e Scienza, Trieste 19722, 53-57; J. K. KELLER, Christian reincarnationist thought as presented by its major 20th century proponents. Diss. Northwestern Chicago 1987; M. POMPAS, Reincarnazione. Alla scoperta delle vite passate, Milano 1989, 60-68.

Per una confutazione di simili pretese - che spesso mancano di una esatta ambientazione storica e di una precisa interpretazione dei testi - cf P. A. GRAMAGLIA, La Reincarnazione ... altre vite dopo la morte o illusione?, Casale Monferrato 1989, 339-455: Le manipolazioni del cristianesimo (particolarmente pp. 439-454).

8 Per una bibliografia su Giustino fino al 1973, cf A. DAVIDS, Iustinus Philosophus et Martyr. Bibliographie 1923-1973, Nijmegen 1983. Una bibliografia critica per temi: J. MORALES, La investigación sobre San Justino y sus escritos in «Scripta Theologica» 16 (1984) 869-896. Una abbondante bibliografia si trova anche in O. SKARSAUNE, The Proof from Prophecy. A Study in Justin Martyr's proof-text tradition, Text-type, provenance, theological profile, (Supplements to «Novum Testamentum» 56), Leiden 1987, 473-487. Per una presentazione generale della sua figura e del suo pensiero cf L. W. BARNARD, Justin Martyr. His Life and Thought, London/New York 1967; E. F. OSBORN, Justin Martyr, Tübingen 1973.

Per un elenco delle edizioni critiche delle sue opere cf M. GEERARD (ed.), Clavis Patrum Graecorum. I: Patres antenicaeni, Brepols 1983, nn. 1073-1089. In questo mio studio farò riferimento alle opere ritenute sicuramente autentiche: le due Apologie (= 1 e 2 Ap.), e il Dialogo con Trifone (= Dial.). Citerò per le prime due l'edizione critica di A. WARTELLE, Saint Justin. Apologies, Paris 1987 e per il terzo quella di E. J. GOODSPEED, Die ältesten Apologeten, Göttingen 1914, 90-265; mi servirò anche del De resurrectione, ed. I. C. T. de OTTO, Iustini philosophi et martyris opera, t. II, (Corpus Apologetarum Christianorum saeculi secundi II) Jenae 18793, rist. Wiesbaden 1969, che secondo alcuni studiosi sarebbe da attribuirsi a Giustino. Per questa problema cf, tra gli ultimi scritti, H. LONA, Ps. Justins "De Resurrectione" und die altchristliche Auferstehungsapologetik, in «Salesianum» 51 (1989) 691-693 [tutto l'articolo pp. 691-768]; J. J. AYAN CALVO, El tratado de San Justino sobre la resurrección. (I), in «Revista Agustiniana» 31 (1990) 591-593 [tutto l'art., che presenta la trad. spagnola del trattato con brevi annotazioni, pp. 591-614].

Per le traduzioni italiane più recenti delle due Ap)., cf A. REGALDO RACCONE, S. Giustino. Le due Apologie, (Letture cristiane delle origini. Testi, 10) Milano 1983, e di C. BURINI, Gli Apologeti greci, (Collana di testi patristici 59), Roma 1986, 83-167. Per il Dial., cf G. VISONA', S. Giustino. Dialogo con Trifone, (Letture cristiane del primo millennio 5), Milano 1988, cui mi sono spesso ispirato per traduzione dei passi riportati in questo articolo.




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