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Documento: Giustino Martire di fronte al problema della metempsicosi
Messo in linea il giorno Domenica, 01 dicembre 2002
Pagina: 3/8
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2) Il testo (Dial., 4,4-7 e 5,5)

Ecco la traduzione dei brani riguardanti in modo esplicito la teoria della metempsicosi1

4,4. - (...) Rispondi a questo: l'anima vede [Dio] mentre è nel corpo o dopo che ne è separata?

5. Dissi: - Mentre è nel corpo umano le è possibile mediante la mente, ma è soprattutto dopo che ha lasciato il corpo e si trova sola da se stessa che raggiunge ciò che ha sempre desiderato.2

- E si ricorda di questo, quando rinasce in un [corpo] umano (pálin en anthrópo ghenoméne)?

- Non credo, risposi.

- E allora quale utilità ne traggono le anime che hanno visto? o quale vantaggio ha chi lo vede rispetto a chi non lo vede, se non si ricorda neppure di ciò che ha visto?

6. - Non so che dire, risposi io.

Riprese: - Che cosa subiscono le anime giudicate indegne di questa visione?

- Vengono imprigionate in corpi di animali (eís tina theríon endesmeúontai sómata),3 e questa è la loro punizione.

- Sanno che è per questo motivo che si trovano in tali corpi e che hanno commesso una qualche colpa?

- Credo di no.

7.- Dunque non traggono alcun profitto dalla punizione, mi sembra. Anzi direi che non sono neppure punite, se non hanno coscienza della punizione.

- No, infatti.

- Dunque le anime né vedono Dio, né trasmigrano (metameíbousin) in altri corpi: in caso contrario, infatti, avrebbero avuto coscienza d'essere in tal modo punite e avrebbero temuto di ricadere in peccato per l'avvenire. Esse però possono capire che Dio esiste e che giustizia e pietà sono cosa buona: su questo sono d'accordo con te, disse.

- Hai ragione, conclusi.

5,5. Per questo motivo4 le anime muoiono e sono punite. Se infatti fossero increate, non avrebbero peccato, né sarebbero state piene di stoltezza, né vili, né poi di nuovo temerarie, neppure migrerebbero di loro spontanea volontà in [corpi di] porci, serpenti o cani (all'oudé ekousai pote eis suas echoroun kai opheis kai kunas). Neppure sarebbe stato possibile costringerle a questo, se veramente fossero increate. Ciò che è increato infatti è simile all'increato: sono uguali identici e l'uno non può prevalere sull'altro per potenza e dignità».


1 'Eke‹no dš moi e„pš: ›wj ™n tù sèmat… ™stin ¹ yuc¾ blšpei, À ¢pallage‹sa toÚtou;
Kaˆ ›wj mšn ™stin ™n ¢nqrèpou e‡dei, dunatÕn aÙtÍ, fhm…, ™ggenšsqai di¦ toà noà, m£lista d ¢poluqe‹sa toà sèmatoj kaˆ aÙt¾ kaq' ˜aut¾n genomšnh tugc£nei oá ½ra p£nta tÕn crÒnon.
’H kaˆ mšmnhtai toÚtou p£lin ™n ¢nqrèpJ genomšnh;
OÜ moi doke‹, œfhn.
T… oân Ôfeloj ta‹j „doÚsaij, À t… plšon toà m¾ „dÒntoj Ð „dën œcei, e„ mhd aÙtÕ toàto Óti ede mšmnhtai;
OÙk œcw e„pe‹n, Ãn d' ™gè.
Aƒ d ¢n£xiai taÚthj tÁj qšaj kriqe‹sai t… p£scousin; œfh.
E‡j tina qhr…wn ™ndesmeÚontai sèmata, kaˆ aÛth ™stˆ kÒlasij aÙtîn.
O‡dasin oân Óti di¦ taÚthn t¾n a„t…an ™n toioÚtoij e„sˆ sèmasi kaˆ Óti ™x»martÒn ti;
OÙ nom…zw.
OÙd taÚtaij ¥ra ÔfelÒj ti tÁj kol£sewj, æj œoiken: ¢ll' oÙd kol£zesqai aÙt¦j lšgoimi, e„ m¾ ¢ntilamb£nontai tÁj kol£sewj.
OÙ g£r.
OÜte oân Ðrîsi tÕn qeÕn aƒ yuca…, oÜte metame…bousin e„j ›tera sèmata: Édesan g¦r ¨n Óti kol£zontai oÛtwj, kaˆ ™foboànto ¨n kaˆ tÕ tucÕn ™xamarte‹n Ûsteron. Noe‹n d aÙt¦j dÚnasqai Óti œsti qeÕj kaˆ dikaiosÚnh kaˆ eÙsšbeia kalÒn, k¢gë sunt…qemai, œfh.
'Orqîj lšgeij, epon.

ToÚtou c£rin kaˆ ¢poqn»skousin aƒ yucaˆ kaˆ kol£zontai: ™peˆ e„ ¢gšnnhtoi Ãsan, oÜt' ¨n ™xhm£rtanon oÜte ¢frosÚnhj ¢n£pleJ Ãsan, oÙd deilaˆ kaˆ qrase‹ai p£lin, ¢ll' oÙd ˜koàsa… pote e„j sÚaj ™cèroun kaˆ Ôfeij kaˆ kÚnaj, oÙd m¾n ¢nagk£zesqai aÙt¦j qšmij, e‡per e„sˆn ¢gšnnhtoi. tÕ g¦r ¢gšnnhton tù ¢genn»tJ ÓmoiÒn ™sti kaˆ ‡son kaˆ taÙtÒn, kaˆ oÜte dun£mei oÜte timÍ prokriqe…h ¨n qatšrou tÕ ›teron.
Edizione E. J. GOODSPEED, Die ältesten Apologeten, o. c., p. 96s.

2 Cf PLATONE, Fedone 66c; Fedro 249b.

3 Cf PLATONE, Fedone 81; Timeo 42c.

4 Cioè perché le anime non sono immortali per natura: in tal caso sarebbero divine, in quanto ingenite e incorruttibili. Il nostro Autore aveva scritto poco prima in Dial., 5,4, ed. GOODSPEED, p. 97: «Solo Dio è increato e incorruttibile e proprio per questo è Dio, mentre tutto il resto che viene dopo di lui è creato e corruttibile».

Tali idee sono presenti anche in Filone, il quale aveva stabilito questi tre principi: a) Solo Dio è increato, mentre tutte le altre cose sono create. b) nulla è coeterno a Dio. c) eternità significa divinità: cf H. A. WOLFSON, Plato's Pre-existent Matter in Patristic Philosophy in AA. VV., The Classical Tradition. Literary and Historical Studies in Honor of H. Caplan, Ithaca 1966, 415. Cf anche quanto afferma TERTULLIANO, De An., 24,1, ed. J. H. WASZINK, Amsterdam 1947, 32, rimproverando Platone: «tantam illi [= animae] concessit divinitatem ut deo adaequetur».




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