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Documento: Chi erano gli abitanti di Qumrn
Messo in linea il giorno Sabato, 29 settembre 2001
Pagina: 3/4
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Le testimonianze antiche

La seconda ragione che induce ad identificare gli abitanti di Qumràn con gli Esseni, è la coincidenza notevole che vi è tra le testimonianze degli autori antichi sugli Esseni, già conosciute prima di Qumràn, e il contenuto dei rotoli ritrovati1.

Si ricordino:

Filone Alessandrino, Quod omnis probus liber sit2 e Apologia (citata dalla Praeparatio evangelica di Eusebio di Cesarea3.

Giuseppe Flavio, Bellum iudaicum4 e Antiquitates iudaicae5.

Ippolito Romano, Refutatio6.

Caio Giulio Solino, Collectanea rerum memorabilium7.

Il nome Esseni (Essêni) o Essei (Essioi - tale variante è attestata da Filone e Giuseppe), non compare mai nei rotoli; nulla di più semplice, dato che esso è un termine greco, del quale non conosciamo con certezza l’originale semitico. Per cui, cercare la denominazione Esseni nei rotoli di Qumràn, non può dare risultati positivi.

Ma oltre alle argomentazioni geografiche, il confronto con le notizie storiche riportate dagli autori antichi ha evidenziato molte somiglianze con quanto ricavato dai rotoli.

Si potrà citare la forte idea della predestinazione dell’uomo, che secondo Giuseppe Flavio li caratterizzava (Antiquitates iudaicae III,171-173) e che ritroviamo esplicitata nel rotolo della Regola della Comunità (III,15-16), ma anche nel Rotolo degli inni (I,7-8 e 18-20) e nel Documento di Damasco (II,6-10). Secondo Giuseppe, inoltre, essi insegnavano l’immortalità dell’anima (Bellum Iudaicum II,154-155), come è affermato a Qumràn nel Rotolo degli inni (1QH III,19-23) e nel frammento 4Q521. Il rifiuto dell’uso dell’olio per l’unzione del corpo è presente in Giuseppe (Bellum II,123) e nel documento di Damasco (XII,15-17); la proprietà in comune di Giuseppe (Bellum II,122) è la stessa della Regola della Comunità (VI,18-23). Anche la descrizione dei pasti esseni (Bellum II,129-131) corrisponde alla Regola (V,13-14; VI,2-6; VI,13-23). Anche piccole usanze, quale quella del divieto di sputare o le norme per l’uso dei luoghi scelti come latrina, sono coincidenti.

Todd Beall8 ha evidenziato che vi sono 27 paralleli evidenti tra Giuseppe e i testi di Qumràn, 21 paralleli probabili, 10 casi in cui Giuseppe ci fornisce dei dati che non trovano conferma nei rotoli, e 6 discordanze, che però possono anche essere interpretate in altro modo e non risultare tali. Ad esempio, mentre Giuseppe conosce una procedura di iniziazione degli Esseni che dura tre anni (Bellum II,137-139), la Regola pare ridurla a due; ma un esame delle fonti più preciso, può far sparire la contraddizione apparente9.

Di conseguenza, l’identificazione degli abitanti di Qumràn con gli Esseni è ormai ritenuta certa.


NOTE AL TESTO

1 Per la traduzione ed un commento di questi testi, si veda l’introduzione alla versione italiana dei manoscritti di Qumràn a cura di Luigi Moraldi, I manoscritti di Qumràn, Torino, 19862, pp. 52-68. Il capitolo dedicato agli Esseni in U. HOLZMEISTER, Storia dei tempi del Nuovo Testamento, Torino, 1950, pp. 187-200, ci restituisce una sintetica ricostruzione degli usi e della dottrina essena, quale ricavabile esclusivamente sulla base delle testimonianze antiche, prima della scoperta dei rotoli di Qumràn.

2 XII. Ed. L. Cohn – S. Reiter, Berlin, 1915, vol. VI, pp. 21-26.

3 XII,1-19. Ed. K. Mras, Leipzig, 1954, pp. 457-461.

4 II,119-161. Ed. B. Niese, Berlin, 1895.

5 XVIII,18-22. Ed. B. Niese, Berlin, 1895.

6 IX,18-28. Ed. P. Wendland, Leipzig, 1916, pp. 256-261.

7 XXXV,9-12. Ed. T. Mommsen, Berolini, 19582.

8 T. BEALL, Josephus’ Description of the Essenes illustrated by the Dead Sea Scrolls, Cambridge, 1988.

9 Cfr. ad esempio J. C. VANDERKAM, Manoscritti del Mar Morto, Roma, 1995, pp. 101-103.




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