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Documento: Cronologia degli scritti del Nuovo Testamento
Messo in linea il giorno Sabato, 22 marzo 2003
Pagina: 2/6
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Lettere di Paolo

Solo per Paolo abbiamo informazioni più precise, grazie agli Atti degli apostoli che forniscono a proposito delle sue vicende giudiziarie i nomi di magistrati romani noti per altra via e consentono di fissare un punto di partenza cronologico, e grazie ad altre informazioni tratte dalle lettere paoline (in particolare Gal 1-2), che permettono di tracciare uno schema della sua attività e della sua vita, e quindi una cronologia relativa.

Il principale punto di riferimento cronologico è il proconsolato di Gallione in Acaia: davanti a lui Paolo fu portato in giudizio durante il primo soggiorno a Corinto (At 18,12-17), che durò un anno e mezzo (At 18,11). Da un’iscrizione trovata a Delfi nel 1905 si può dedurre che Gallione fosse proconsole d’Acaia nel 51-52 o 52-53; quindi Paolo dovette essere a Corinto tra il 50 e il 53. Meno sicuro è il riferimento alla sostituzione del procuratore romano di Palestina Felice con Festo, davanti al quale Paolo doveva comparire, quando era prigioniero a Cesarea (At 24,27): le date possibili oscillano tra il 55 e il 60.

Attraverso gli Atti e le lettere siamo in grado di ricostruire con buona approssimazione le vicende della vita di Paolo, le cui tappe principali sono: la conversione sulla strada di Damasco, la visita a Gerusalemme, tre viaggi missionari, l’arresto a Gerusalemme, la prigionia a Cesarea, il trasferimento e la prigionia a Roma (del martirio di Paolo a Roma, insieme a Pietro, parlerà più tardi la I Lettera ai Corinzi di Clemente Romano).

Quasi tutte le lettere pervenute risalgono al 2º e al 3º viaggio missionario, databili, rispettivamente, tra il 49/50 e il 52/53 (il 2º) e tra il 53/54 e il 57/58 (il 3º): perciò tutte le lettere devono essere state composte tra il 50/51 e il 58, in un arco di tempo piuttosto breve. Le oscillazioni di due anni nelle date proposte dipendono dall’oscillazione della data di partenza; la cronologia delle singole lettere viene stabilita in base a dati forniti dalle lettere stesse.

Secondo l’ordine di composizione, all’inizio, nel 50/51 (per alcuni 52) abbiamo I Tessalonicesi (2º viaggio missionario); i cenni 2,21 inducono a collocare la lettera dopo la persecuzione subita a Filippi e di cui parlano At 16,19-242. La II ai Tessalonicesi, se autentica, non può essere stata scritta molto dopo, e la sua intestazione è simile a quella della I (menziona Timoteo e Silvano). Entrambe sono state redatte a Corinto, ove Paolo si trovava e dove venne raggiunto da Timoteo, che era stato a Tessalonica in sua vece e che gli riportava notizie dalla Chiesa fondata dall’Apostolo, fornendo l’occasione per lo scritto3.

Più complessa è la situazione di Galati, che deve essere stata scritta a Efeso tra il 54 e il 58, data della redazione dell’epistola ai Romani, durante il 3º viaggio missionario. Da 4,13 risulta che Paolo la scrive dopo essere stato due volte in Galazia4, e probabilmente la seconda visita è quella ricordata da At 18,235. Alcuni identificano la Galazia visitata da Paolo non con quella settentrionale, come fanno i commentatori antichi, ma con quella meridionale6; essi propongono una data anteriore (51-53), ma entrambe queste teorie non hanno trovato molti sostenitori.

Al soggiorno primaverile di Efeso si fa risalire anche I Corinti, secondo le indicazioni dell’autore medesimo7; per quanto riguarda l’anno, si oscilla tra il 54 e il 57. Anche Filippesi (una lettera composita) è ormai quasi comunemente datata al periodo efesino, contro la datazione tradizionale legata alla prigionia romana (61-63). II Corinti invece è stata scritta dopo la partenza da Efeso, in Macedonia (fine del 57)8, partenza ricordata anche da At9. Da Corinto, in un secondo soggiorno, è stata scritta Romani nel 58 (ma c’è chi la data nel 55/56 o nel 57), prima dell’ultimo viaggio paolino a Gerusalemme10. Se si accetta la paternità paolina di Colossesi, essa è datata tradizionalmente tra il 60/61 e il 63 a Roma, ma c’è chi pensa che risalga alla prigionia di Cesarea (57-59 o 58-60), o, assai più probabilmente, al periodo del soggiorno a Efeso, quindi verso il 55. Filemone è stata scritta al padrone dello schiavo Onesimo dallo stesso luogo e assieme a Colossesi11. La data di Efesini può essere posticipata, anche fino all’80-100, se non la si ritiene autentica (cioè scritta da Paolo).

Le Pastorali, autentiche o no che siano, sono comunque le più tarde; per alcuni, la Lettera a Tito dovrebbe precedere le due lettere a Timoteo. I dati interni, che non trovano conferma altrove (non c’è corrispondenza negli Atti), rinviano a un periodo posteriore alla liberazione di Paolo dalla prigionia romana; c’è poi chi fa notare che queste lettere presuppongono una organizzazione ecclesiastica avanzata rispetto alle precedenti e la presenza di eretici di tipo gnostico (che si diffusero nel II sec.). La congettura più verosimile cade tra l’ultimo decennio del I sec. e il primo del II.

La Lettera agli Ebrei, ritenuta generalmente non di Paolo né di un suo discepolo, era già citata da Clemente Romano e quindi deve essere anteriore al 96.


1 “Ma dopo avere prima sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come ben sapete, abbiamo avuto il coraggio nel nostro Dio di annunziarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte”.

2 “Vedendo i padroni che era partita anche la speranza del loro guadagno, presero Paolo e Sila e li trascinarono nella piazza principale davanti ai capi della città; presentandoli ai magistrati dissero: «Questi uomini gettano il disordine nella nostra città; sono Giudei e predicano usanze che a noi Romani non è lecito accogliere né praticare». La folla allora insorse contro di loro, mentre i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e dopo averli caricati di colpi, li gettarono in prigione e ordinarono al carceriere di far buona guardia. Egli, ricevuto quest'ordine, li gettò nella cella più interna della prigione e strinse i loro piedi nei ceppi”.

3 At 18,5: “Quando giunsero dalla Macedonia Sila e Timòteo, Paolo si dedicò tutto alla predicazione, affermando davanti ai Giudei che Gesù era il Cristo”.

4 “Sapete che fu a causa di una malattia del corpo che vi annunziai la prima volta il vangelo”, il che presuppone una seconda visita già avvenuta al momento della scrittura.

5 “Trascorso colà un pò di tempo, partì di nuovo percorrendo di seguito le regioni della Galazia e della Frigia, confermando nella fede tutti i discepoli”.

6 A partire da J. J. Schmidt (1748), seguito da E. Renan, T. Zahn e W. M. Ramsay.

7 16,8 “Mi fermerò tuttavia a Efeso fino a Pentecoste”.

8 2,12-13: “Giunto pertanto a Troade per annunziare il vangelo di Cristo, sebbene la porta mi fosse aperta nel Signore, non ebbi pace nello spirito perché non vi trovai Tito, mio fratello; perciò, congedatomi da loro, partii per la Macedonia”.

9 20,1 “Appena cessato il tumulto, Paolo mandò a chiamare i discepoli e, dopo averli incoraggiati, li salutò e si mise in viaggio per la Macedonia”.

10 15,25: Per il momento vado a Gerusalemme, a rendere un servizio a quella comunità;

11 In Colossesi 4,9 si cita Onesimo: “Con lui verrà anche Onèsimo, il fedele e caro fratello, che è dei vostri”.




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