Benvenuto a Christianismus - studi sul cristianesimo
Cerca
Argomenti
  Area utenti Pagina iniziale ·  Novità ·  Scaricamenti ·  Collegamenti ·  Classifiche ·  Archivio  
Sezioni
· PAGINA INIZIALE
· Il Gesù della storia
  e i suoi seguaci
· Il giudaismo
· L'Antico Testamento
· Il Nuovo Testamento
· Gli apocrifi
· Qumràn
· Letteratura cristiana
  antica
· Incredibile...
  ma falso!
· Recensioni e schede bibliografiche

Christianismus


Per conoscere il progetto Christianismus

· Presentazione
· Andrea Nicolotti
· Gli autori
· I volontari
· Sostienici
· Contattaci


Documento: Cronologia degli scritti del Nuovo Testamento
Messo in linea il giorno Sabato, 22 marzo 2003
Pagina: 4/6
Precedente Precedente - Successiva Successiva


Vangeli e Atti degli Apostoli

Per i Vangeli, si è d’accordo fin dall’antichità sul fatto che il Vangelo di Giovanni sia il più tardo (tra il 90 e il 100). Due frammenti papiracei databili tra il 115 e il 125, provenienti dall’Egitto1, oltre ad aver dimostrato inaccettabili le datazioni tardive proposte da alcuni nel XIX secolo2, ci confermano l’ipotesi tradizionale che la redazione risalga all’ultimo decennio del I secolo. Anche se l’identità di Giovanni è dibattuta, Ireneo3 e Clemente Alessandrino4 dicono che l’Apostolo dal 96 visse ad Efeso fino ai primi anni dell’impero di Traiano (98-117), confermando da questo punto di vista i dati precedenti. Per la regione di provenienza, la tradizione indica Efeso in Asia Minore; alcuni studiosi hanno proposto invece la Siria.

Per quanto riguarda i sinottici la cronologia oscilla tra prima e dopo il 70, l’anno della distruzione di Gerusalemme e del Tempio ad opera dei Romani, in base alla presenza o all’assenza di allusioni a questo avvenimento cruciale. Spesso si analizza da questo punto di vista il discorso escatologico, o «apocalisse sinottica» (si trova in Mt 24, Mc 13 e Lc 21), che prende spunto proprio dall’annuncio della distruzione del tempio («non rimarrà pietra su pietra»). E se ne deduce che Marco sia anteriore al 70, perché la profezia nel suo Vangelo risulterebbe più generica, mentre Matteo e Lc sarebbero posteriori, anche perché dipenderebbero da Mc.

Per il vangelo di Luca e gli Atti degli Apostoli, alcuni antichi (Eusebio5, Gerolamo6) supponevano - a partire dalla conclusione degli Atti (scritti dal medesimo Luca) che si fermano al periodo della prigionia di Paolo a Roma - che Luca avesse scritto quando Paolo era ancora in vita, e perciò all’inizio degli anni ‘60. Altri invece (Ireneo7) pensavano a un periodo posteriore alla morte di Paolo, dopo il 67-68.

I moderni oscillano tra varie datazioni, ma in genere ritengono che Luca abbia scritto il Vangelo dopo il 70, l’anno dell’assedio e della distruzione di Gerusalemme, perché notano che in Lc sono molto più precisi, nel discorso escatologico e altrove, i riferimenti all’avvenimento. Ad esempio, in 21,20 (nel discorso escatologico), il passo in cui i paralleli sinottici si limitano a dire: «quando vedrete l’abominio della desolazione stare dove non deve ...» (Mt 24,15; Mc 13,14), Luca afferma: «quando vedrete Gerusalemme circondata dagli eserciti», e in 21,24 spiega la «grande tribolazione», di cui parlano Mc e Mt, così: «cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri fra tutti i popoli, e Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti». Ma anche in 19,43-44, al momento in cui Gesù si avvicina a Gerusalemme, Luca, e solo lui, fa sì che Gesù pianga pensando alla sorte che attende la città e dica: «Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra ...».

Questo argomento è in genere considerato piuttosto forte, anche se c’è chi fa notare che descrizioni o profezie di distruzione della città, talora in termini molto simili, già circolavano nei profeti antichi (cfr. Ger 52,4-11; Zc 12,3 LXX) e che altri particolari descritti da Luca nel discorso escatologico non corrispondono alla realtà della caduta storica di Gerusalemme (ad es., la fuga verso i monti di 21,21).

Un altro argomento che induce a datare Lc dopo il 70 è la sua dipendenza da Mc, che a sua volta non dovrebbe essere anteriore alla metà degli anni ‘60. Il 70 sarebbe il terminus post quem, mentre per il terminus ante quem si pensa al 90, perché più avanti doveva ormai circolare una raccolta di lettere di Paolo, che Lc non sembra conoscere nel narrare simili avvenimenti nei suoi Atti. Tenuto conto del fatto che Luca ha scritto in questo arco di tempo sia il Vangelo sia gli Atti (prima il Vangelo e poi gli Atti), è possibile datare il Vangelo tra il 70 e l’80 e gli Atti tra l’80 e il 90.


1 Papiro Egerton 2 e Papiro Rylands 52.

2 Ripetute ancora dal Loisy negli anni ’30 del XX secolo..

3 Adversus Haereses II,25,5: “Rimase tra loro fino all’epoca di Traiano”; III,3,4: “La Chiesa di Efeso, che Paolo fondò e in cui Giovanni rimase fino all’epoca di Traiano”.

4 Quis dives salvetur XLII,2: “Dopo la morte del tiranno [Domiziano, nel 96, n.d.r.], Giovanni ritornò a Efeso dall’isola di Patmo”.

5 Historia Ecclesiastica II,22: “È perciò probabile che Luca abbia scritto gli Atti in quel tempo, limitando la sua esposizione al periodo in cui era con Paolo”.

6 De viris illustribus VII, rifacendosi a Eusebio.

7 Adversus haereses III,1,1: “Dopo la loro morte [di Pietro e Paolo, n.d.r] Luca, compagno di Paolo, mise per iscritto il vangelo da lui predicato”..




Precedente Precedente - Successiva Successiva



 
Opzioni

 Stampa Stampa


Argomento
Il Nuovo Testamento
Il Nuovo Testamento

 

 

Christianismus.it - © Tutti i diritti riservati - Copyrights reserved - Omnia iura reservantur
È vietata la riproduzione e diffusione non autorizzata dei contenuti del sito, fatta eccezione per l’uso personale. 


Sito internet realizzato da:
E' una TRX Idea...


Sito realizzato con PHP-Nuke