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Documento: Concilio costantinopolitano e reincarnazione
Messo in linea il giorno Venerdì, 15 agosto 2003
Pagina: 1/1


Concilio costantinopolitano e reincarnazione

di Andrea Nicolotti

Nel concilio Costantinopolitano II del 553 non venne trattato in alcun modo il tema della reincarnazione, né venne in alcun modo condannata la reincarnazione, presunta credenza dei primi cristiani



Concilio e reincarnazione

Costantinopoli, mosaico della basilica di S. Sofia

Spesso si sente ripetere che nella Chiesa dei primi secoli fosse viva la credenza nella reincarnazione, e che la condanna delle teorie reincarnazioniste venne operata dal concilio Costantinopolitano II del 553; per giustificare questo, si fa riferimento ad un sinodo di Costantinopoli indetto nel 543 dal patriarca Menas, nel quale si approvò una serie di anatematismi contro l’origenismo1, diretti a quei teologi che nel VI secolo si ispiravano più o meno correttamente al pensiero di Origene2.

Dispiace che i numerosi divulgatori di questa teoria non si siano mai preoccupati di leggere questo testo, nel quale in nessun modo si tratta della reincarnazione, per il semplice fatto che non era professata da nessuno dei cristiani a cui il Concilio si poteva rivolgere, Origene compreso. I canoni invece si occupano della questione della preesistenza delle anime3 (canoni 1 e 2) e dell’apocatastasi4 (canoni 7 e 9): ci si oppone alla reintegrazione cosmica, vista come possibilità che Cristo nel mondo futuro venga di nuovo crocifisso anche per i demoni e gli empi, ed ottenga per loro la salvezza:

Canone 7: Se qualcuno dice o ritiene che il Signore Gesù Cristo nel secolo futuro sarà crocifisso per i demoni, come anche per gli uomini, sia scomunicato5.

Canone 9: Se qualcuno dice o ritiene che la punizione dei demoni e degli uomini empi sia provvisoria, e che un giorno avrà fine e vi sarà una reintegrazione (apokatàstasis) dei demoni e degli uomini empi, sia scomunicato6.

A questi canoni, che oltre a non fare parte degli atti del concilio Costantinopolitano II del 553 non trattano dell’argomento “reincarnazione”7, qualcuno ne aggiunge altri, falsamente attribuiti al concilio. Essi sono dedicati ad un argomento ancora diverso (il passaggio di stato), non già all’idea della trasmigrazione delle anime8.

È invece divertente vedere come certi autori, senza mai citare i testi e apparentemente senza nemmeno capire la differenza tra reincarnazione e apocatastasi, continuino a ripetere queste considerazioni prive di fondamento9.


1 Editi e tradotti da H. DENZINGER – A. SCHÖNMETZER, Enchiridion symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum, Bologna, EDB, 1995, *403-411.

2 La questione dell'origenismo è ben trattata da G. FRITZ nella sua voce Origénisme sul Dictionnaire de Théologie Catholique vol. XI (1932), coll. 1574-1588. Per il pensiero di Origene, si vedano gli articoli di Mario Maritano in questa stessa sezione.

3 Supposizione di Origene secondo la quale le anime in quanto esseri spirituali sono state create ed esistono prima di essere “inserite” nel corpo.

4 Purificazione e redenzione universale dal male e dal peccato di ogni creatura, anche dei demoni e dei dannati, alla fine dei tempi.

5 E‡ tij lšgei À œcei Óti Ð despÒthj CristÕj ™n tîi mšllonti a„îni staurwq»setai Øpr daimÒnwn, kaq¦ kaˆ Øpr ¢nqrèpwn, ¢n£qema œstw. 6 E‡ tij lšgei À œcei prÒskairon enai t¾n tîn daimÒnwn kaˆ ¢sebîn ¢nqrèpwn kÒlasin kaˆ tšloj kat£ tina crÒnon aÙt¾n ›xein À goàn ¢pokat£stasin œsesqai daimÒnwn À ¢sebîn ¢nqrèpwn, ¢n£qema œstw.

7 Infatti, essi non compaiono nella raccolta Conciliorum oecumenicorum decreta.

8 Il testo è reperibile in J. D. MANSI, Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio, Graz, 1960, vol. IX, coll. 1580-1588.

9 Ad esempio, Patrick Ravignant, La reincarnazione, Milano, 1985; Manuela Pompas nei suoi libri (in cui, presentando gli anatemi contro Origene dimostra di non essere stata nemmeno in grado di tradurli dal greco, ma ne propone una traduzione di terza mano, riuscendo a rendere il termine apocatastasi (ovvero reintegrazione, restaurazione, ripristinazione) con l’italiano ricostruzione); cfr. anche un'intervista da lei rilasciata. Ron Hubbard, fondatore della setta di Scientology, nel suo libro Hai vissuto prima di questa vita? (Copenhagen, New Era Pubblications, 1983) riesce persino ad imbastire questa favola: “I primi Cristiani […] credettero tutti nella reincarnazione […] Questo credo fu un punto di fede fondamentale della Chiesa Cattolica Romana fino all’anno 553 d.C. quando quattro monaci in tutto tennero il Sinodo di Costantinopoli […] e decisero che esso non poteva sussistere […] Fu allora che ogni riferimento ad essa contenuto nella Bibbia venne soppresso” (p. 2). Su questo ed altro, cfr. P. A. GRAMAGLIA, Altre vite dopo la morte?, Casale, Piemme, 1989, specie pp. 448-454.


 
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