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Documento: L'apocalittica giudaica
Messo in linea il giorno Venerdì, 15 agosto 2003
Pagina: 5/13
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La nuova impostazione del problema.

Adesso noi sappiamo che due libri appartenenti a una delle principali opere comunemente dette apocalittiche, cioè il LV e il LA, erano già state scritte assai prima di quanto si pensasse. Poiché questi due libri si distinguono nettamente per la loro teologia dalle opere del giudaismo coevo (IV-III sec. a.C.), vale la pena di descrivere il pensiero dei loro autori e di coglierlo nella vera e propria contrapposizione con quello del giudaismo «ufficiale», diventato poi canonico, per vedere poi che influenza abbia avuto nello sviluppo di tutto il giudaismo successivo. Questa analisi prescinde completamente dal fatto che il LV o il LA siano stati detti apocalittici. Anzi, accetto volentieri la proposta del Vanderkam di chiamare «corrente enochica» quella tradizione di pensiero che si radica in queste opere1. Con questo non è ancora dimostrato che una corrente enochica sia realmente esistita, perché si potrebbe trattare anche di opere scritte da pensatori isolati ed in effetti le differenze ideologiche tra il LV e il LS sono robuste. Ciò che fa credere che una corrente di pensiero unitaria sia esistita realmente nella storia è il fatto che nel I sec. a.C. un autore ignoto, ma che potrebbe bene essere l'autore dell'EE, l'ultimo libro del pentateuco enochico, raccolse cinque libri di età diversa e di contenuto diverso in un'unica silloge: egli evidentemente volle raccogliere cinque opere particolarmente importanti per la sua tradizione e della sua tradizione. Né la tradizione enochica finì con l'EE: perché qualche anno dopo fu scritto il LP, che si autointitola «Seconda visione di Enoc» con allusione certa a 1H come prima visione. Verso la metà del I sec. d.C. nasceva ancora un'altra opera enochica, il cosiddetto Enoc slavo (2H) e sempre in quest'epoca avvenne la sostituzione del LG col LP, cosa che attesta la vitalità della corrente.

Altre opere che introducono figure diverse di rivelatori e sembrano avere punti di vista diversi da quelli enochici, sia pure su problemi comuni di quell'epoca, non possono appartenere a questa stessa corrente di pensiero. A queste opere, che non si rifanno a Enoc e che non sono state ancora studiate nelle loro peculiarità2, potrebbe essere riservato il nome di apocalittiche: se non altro, alcune di esse si presentano come «rivelazioni», o così sono state interpretate già dalla tradizione manoscritta antica.

Possiamo, dunque, essere certi che, a parte il problema della forma che coinvolge anche libri non enochici, una corrente enochica esistette davvero. Le differenze tra i vari libri en­chici andranno spiegate sulla base dell'evoluzione storica. Qualcosa, però, che li tenesse uniti ci doveva essere, se già nel I sec. a.C. qualcuno ne riconobbe cinque come appartenenti a una medesima tradizione: ci doveva essere un'idea madre, o generativa che dir si voglia, le cui esigenze erano perdurate nel tempo anche se espresse in teologie diverse.

Ciò che è realmente storico e non frutto di nostre definizioni più o meno astratte è una massa enorme di testi, per la maggior parte non canonici, che coprono un arco di tempo vastissimo, che va dal IV sec. a.C. fino al II sec. d.C., a noi giunti sia in lingua originale (manoscritti del Mar Morto), sia in una moltitudine di lingue di traduzione (apocrifi secondo i cattolici, pseudepigrafi secondo i protestanti). Compito della ricerca odierna è scoprire all'interno di questa massa, a prima vista informe, linee di sviluppo dipendenti da ideologie diverse. E' opera non facile, perché non si appoggia su notizie degli antichi, ma è opera indispensabile per orientarci nella storia del pensiero giudaico tra III sec. a.C. e II d.C. Si può pertanto concludere questa prima parte, affermando che il problema odierno della ricerca non è scoprire che cos'è l'apocalittica (parola che abbiamo inventato noi moderni), ma individuare nella massa della documentazione letteraria giudaica del giudaismo medio (300 a.C. - 200 d.C.) linee di pensiero che si contrappongono, si intrecciano, si fondono.


1 Cfr. VANDERKAM J.C., Enoch and the Growth of an Apocalyptic Tradition (The Catholic Biblical Quarterly Monograph Series 16), Washington 1984.

2 Boccaccini ha cominciato ad individuare alcune tendenze della letteratura giudaica degli inizi dell'era cristiana: Testi apocalittici coevi all'Apocalisse di Giovanni, in R. PENNA (a cura di), Apocalittica e origini cristiane. Atti del V. convegno di Studi Neotestamentari (Seiano, 15-18 settembre 1993), “Ricerche Storico-Bibliche” 7.2, Bologna, Devoniane, 1995, pp. 151-161.




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