La formazione di Gesù
Riflessioni sul problema della formazione culturale di Gesù
di Paolo Sacchi
Gesù era un ebreo che visse nella Palestina del I secolo. La sua opera, il suo pensiero e la sua formazione culturale vanno pertanto esaminati ed interpretati in rapporto alle correnti di pensiero del suo tempo.
Introduzione
Già pubblicato in «Henoch» XIV (1992), pp. 243-260.
“The full significance of the Pseudepigrapha for Jesus research is not yet envisioned or written.”
(Charlesworth J.H., Jesus within Judaism, 1988, p. 51)

E' oggi concezione vastamente affermata, anche se non nuova, che Gesù era un ebreo che visse nella Palestina del I secolo. La sua opera e il suo pensiero vanno pertanto studiati e interpretati all'interno della storia e delle domande che quella società si poneva. Una volta impostato il problema della ricerca su Gesù in questo modo, la sua unicità risulta ridimensionata, ma sarebbe un errore credere che la nuova impostazione abbia eliminato tutte le difficoltà, se non altro perché ogni uomo ha la sua unicità, che va colta non in maniera astratta, ma sulla base delle costellazioni ideologiche del suo tempo. All'interno poi di ogni costellazione ideologica le idee si dispongono in più strati a seconda del valore che una società o un gruppo attribuisce loro. C'è un livello generale di idee che contraddistingue gli ebrei di fronte a tutti i pagani, vere idee madri del giudaismo, quali, per esempio, la fede in un Dio che si è rivelato storicamente, il giudizio di Dio sul mondo, l'importanza della Legge e dell'impurità, il senso profondo del peccato e il problema dell'origine del male, l'attesa messianica; c'è poi un livello inferiore che si può presupporre marcare le differenze fra gruppo e gruppo; vi sono poi livelli ancora inferiori che possono caratterizzare sottogruppi e infine idee personali.