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Documento: La formazione di Gesù
Messo in linea il giorno Venerdì, 15 agosto 2003
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2) Il calendario.

Secondo tutti e tre i sinottici Gesù celebrò la Pasqua prima che la si celebrasse in Gerusalemme. Quella festa importante che i tre sinottici fanno cadere nel sabato successivo alla morte di Gesù, Giovanni la chiama esplicitamente Pasqua, cosa che gli permette di sviluppare il teologumeno di Gesù agnello che muore insieme agli agnelli pasquali. Naturalmente Giovanni non dice che Gesù aveva già celebrato la sua Pasqua: Gesù aveva solo fatto «la Cena».

Questa contraddizione aveva sempre molestato i critici. Credo che la soluzione prospettata dalla Jaubert e, nonostante le critiche, riconfermata più volte, sia della massima evidenza1. Gesù non seguiva il calendario dei Farisei, ma ne seguiva un altro.

Ora, questa presenza di due calendari liturgici diversi al tempo di Gesù è certa. Da una parte si seguiva il più antico calendario solare; da un'altra il calendario lunisolare proprio già da tempo dell'amministrazione di Giuda, perché era il calendario di tutti i popoli circonvicini. Il calendario lunisolare, che esisteva in Gerusalemme almeno dal tempo di Menelao2, fu introdotto nella liturgia verso la fine del I sec. a.C., secondo un passo più volte riportato nelle scritture rabbiniche e che narra come ci si rivolse a Hillel (il vecchio) per risolvere il problema, se era più forte la legge del sabato o quella della Pasqua, «perché si era dimenticata la norma». Poiché la Pasqua cade di sabato con discreta frequenza, è assolutamente impensabile che nessuno si ricordasse più come ci si comportava in passato. In realtà ci volle una decisione normativa solo in quanto era un caso che prima non era mai capitato nel tempio3.

Questo fenomeno del doppio calendario lascia intravedere una società che, sul piano religioso, doveva essere in qualche modo spaccata in due: coloro che seguivano l'innovazione liturgica dei farisei e coloro che non la seguivano.


1 Cfr. JAUBERT A., La date de la Cène, Paris 1957; JAUBERT A., Jésus et le calendrier de Qumran, in "New Testament Studies" 7, 1960-61, 1-30; JAUBERT A., Le mercredi où Jésus fut livré, in "New Testament Studies" 14, 1968, 145-164; MODA A., La date de la cène; sur la thèse de M.lle Annie Jaubert, in "Nicolaus" 3, 1975, 53-116; VANDERKAM J.C., The Origin, Character and Early History of the 364-Day Calendar: A Reassessment of Jaubert' Hypothesis, in "Catholical Biblical Quarterly" 41, 1979, 390-411.

2 Cfr. BECKWITH R.T., The Earliest Enoch Literature and its Calendar; Marks of their Origin, Date and Motivation, in "Revue de Qumran" 10, 1981, 365-403; CRYER F.H., The 360-Day Calendar Year and Early Judaic Sectarianism, in "Scandinavian Journal of Old Testament" 1, 1987, 116-122; DAVIES P., Calendrical Change and Qumran Origins: An Assessment of VanderKam's Theory, in "Catholical Biblical Quarterly" 45, 1983, 80-89; SACCHI P., Testi palestinesi anteriori al 200 a.C, in "Rivista Biblica" 34, 1986, 183-204; VANDERKAM J.C., 2 Maccabees 6, 7a and Calendrical Change in Jerusalem, in "Journal for the Study of Judaism" 12, 1981, 52-74; VANDERKAM J.C., The 364-Day Calendar in the Enochic Literature, in Soc. Bibl. Lit. Sem. Papers 22, Chico 1983, 157-165. [Cfr. altra bibliografia aggiornata in:  Il calendario giudaico, nel sito www.christianismus.it n.d.r.].

3 JPesahim 33a. Cfr. MANNS F., Pour lire la mishna, Jerusalem 1984, pp. 50-51.




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