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Documento: La Mishnah
Messo in linea il giorno Domenica, 26 dicembre 2004
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3. Il compito dei sacerdoti e degli scribi nell'interpretazione della Torah

Chi furono gli artefici dell'interpretazione della Torah?

ln tempi remoti furono probabilmente i sacerdoti, i Coanim, i discendenti di Aronne, che erano tali per condizione di nascita. ln epoca remota essi erano i detentori del potere religioso e avevano motivo di esistere come classe quando esisteva il Santuario di Gerusalemme: essi erano i destinatari delle decime, praticavano in prima persona il culto dei sacrifici nel Tempio, e furono per molti secoli anche i depositari della cultura.

La situazione cambiò radicalmente al momento del ritorno dalla cattività babilonese, nel V secolo: l'ebraismo era basato su strutture differenti, essendo il Primo Tempio stato distrutto nel 586 e non più ricostruito per 70 anni. A questo punto avvenne un cambiamento di ruoli, e accanto al sacerdote comparve un altro personaggio, che nella Bibbia è chiamato il sofer, letteralmente lo "scriba". ln realtà il termine è un po' riduttivo. ln ebraico la radice safàr, come in italiano, indica molte cose differenti: in italiano si dice "contare", nel senso del numero, e raccontare, con la stessa radice. Lo stesso concetto compare in altre lingue, come anche in ebraico. Dalla radice safàr derivano tante cose che sembrano non avere nulla in comune: c'è il numero, misfar, e quindi il contare, lispor, e il raccontare e anche il mettere per scritto un libro. La persona che svolge tecnicamente l'azione di scrivere è il sofer, ma chiaramente, come vediamo dalla pluralità dei significati, il sofer svolge un'attività pluridisciplinare.

II sofer è la persona che conserva la memoria del testo e che lo mette per scritto, ma che poi fa anche dei conti su questo testo, per quanto la cosa possa sembrare strana, i conti del numero delle parole che compongono la scrittura, e che servono prima di tutto a preservare l'integrità del testo. In una determinata pagina ci devono essere tante parole o tante lettere: se ce n'è una in più o una in meno, significa che il testo è stato manomesso. Contare il testo così come fare un controllo rigoroso del numero di lettere che esso contiene, è un'operazione che adesso fanno i computers: quando si fa un trasferimento di un programma o di un testo, facendo il conto della sua lunghezza, si ha immediatamente la prova che c'è stato un errore nella trasmissione.

Questo lavoro lo facevano in modi molto più noiosi gli antichi sofrim. Essi sono gli stessi scribi che godranno di fama sinistra nelle maledizioni evangeliche; in realtà momenti marginali di una polemica, probabilmente non diretta contro la funzione dello scriba di per sé, ma contro alcune degenerazioni possibili in questo sistema che ovviamente, come qualsiasi sistema di potere o che si presenta come detentore di verità, fu suscettibile di alterazioni e di degenerazioni.

Il sofer non era tale per condizione di nascita, a differenza del sacerdote; egli era un nuovo personaggio che emergeva dal popolo ebraico e ne cambiava la struttura, costituendo una élite non di nobiltà di nascita ma di nobiltà di cultura. Questa situazione avrà per molti secoli una storia controversa e spesso i due poli dell'opposizione verranno anche a scontri feroci.

Probabilmente all'inizio gli scribi erano sacerdoti anch'essi, con una attività "mista"; poi lentamente si creò una classe di scribi o di Maestri che era differente da quella sacerdotale. Questa creazione si accompagnò ad una opposizione di concezioni e di modi di pensare la realtà. Ad un certo punto l'opposizione si cristallizzò nella formazione di due "partiti" differenti: quello dei sadducei che esprimevano la posizione sacerdotale e quello dei farisei, comunemente conosciuto per essere l'oggetto di polemiche nella letteratura evangelica e per essere di conseguenza identificato come sinonimo d'ipocrisia, in realtà costituendo essi una classe di Maestri che avevano portato avanti la tradizione.




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