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Documento: Maria Maddalena e il codice da Vinci
Messo in linea il giorno Sabato, 06 maggio 2006
Pagina: 4/12
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Gesù era sposato?

Il romanzo continua:

«Il matrimonio di Gesù e Maria Maddalena è storicamente documentato.» Frugò in mezzo ai volumi. «Inoltre, Gesù come uomo sposato ha infinitamente più senso che come scapolo.» «Perché?» chiese Sophie. «Perché Gesù era ebreo» rispose Langdon, mentre Teabing era indaffa-rato con i suoi libri «e il costume dell'epoca imponeva virtualmente a un ebreo di essere sposato. Secondo i costumi ebraici, il celibato era condannato e ogni padre aveva l'obbligo di trovare per il figlio una moglie adatta. Se Gesù non fosse stato sposato, almeno uno dei vangeli della Bibbia avrebbe accennato alla cosa e avrebbe fornito una spiegazione di quella innaturale condizione di celibato.» (pp. 287-288).

La dimostrazione addotta è molto debole e basata su un argumentum e silentio: se Gesù non fosse stato sposato, ciò sarebbe scritto nei Vangeli. Lo stesso argomento può essere più ragionevolmente volto all'inverso: se Gesù fosse stato sposato, ciò sarebbe scritto nei Vangeli. Sarebbe alquanto strano immaginare che tutti i testi evangelici possano aver taciuto su una eventuale moglie di Gesù, quando essi stessi si dilungano a parlare di suo padre, di sua madre, dei suoi parenti e dei suoi seguaci. Inoltre ogni particolare della vita del Maestro è, agli occhi degli evangelisti, un modello da imitare; come è possibile pensare che essi abbiano potuto tralasciare questo efficace esempio di una sana vita matrimoniale?

Era certamente nota anche in Palestina l'esistenza di saggi celibi provenienti dal mondo greco. Ma è vero che il celibato era contrario al costume ebraico dell'epoca e veniva unanimemente condannato? Davvero tutti condividevano l’idea di rabbi Eliezer ben Ircano, il quale tra II e III sec. d.C. arrivò ad affermare che “colui che rifiuta di procreare è simile a un omicida”?[1] Le fonti non ci permettono di affermarlo. Il gruppo degli Esseni, ad esempio, teneva in onore e spesso osservava rigorosamente il celibato. Lo scrittore romano Plinio il Vecchio descrive gli abitanti di Qumran come un popolo che “non ha alcuna donna e ha rinunciato all'amore [...] un popolo eterno nel quale nessuno nasce”[2]. Lo storico giudeo Giuseppe Flavio afferma che “presso di loro il matrimonio è in dispregio”, anche se questo non significa che essi condannassero in assoluto il matrimonio altrui: essi infatti “non aboliscono il matrimonio e la discendenza che ne deriva”[3]. Anche Filone di Alessandria conferma che “nessuno tra gli Esseni prende moglie”[4], estendendo questa abitudine anche alle vergini dei Terapeuti che risiedevano nei pressi di Alessandria[5]. Altri predicatori itineranti, tra cui Giovanni Battista, erano privi di moglie.
Ciò non vuole significare che Gesù appartenesse necessariamente a questo o quest'altro gruppo giudaico, ma è segno che il celibato non era una condizione inconciliabile con il giudaismo del suo tempo. Anche Paolo, ebreo divenuto seguace di Gesù, era celibe, tesseva le lodi della propria condizione e invitava gli altri ad imitarlo: “Ai celibi e alle vedove dico che è cosa buona per loro rimanere come sono io” (1 Corinzi 7,8). Rabbi Simeone ben Azzai, quasi contemporaneo di Gesù, giustificava il suo celibato in questo modo: “La mia anima è innamorata della Torah. Altri penseranno a far andare avanti il mondo”[6]. La letteratura rabbinica, inoltre, accosta spesso il tema della continenza con quello dell'esercizio della profezia; per questo Mosè aveva deciso di non abitare più con la moglie, dopo aver ricevuto la chiamata da parte di Dio[7]. Questo rapporto tra purezza, continenza e profezia può aiutare a comprendere i motivi della volontaria scelta del celibato da parte di Gesù.

Non è escluso che Gesù sia stato criticato da alcuni suoi contemporanei per questa sua scelta; forse egli rispondeva proprio a queste critiche quando pronunciava le seguenti parole: “Vi sono eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli” (Matteo 19,12).

L’idea che Gesù fosse sposato con la Maddalena, diffusa negli anni ’70 del secolo scorso[8] e ripresa, con ancor minor senso critico, dagli autori a cui Dan Brown si è ispirato, risulta in definitiva tutt’altro che “storicamente documentata”.


[1] Yebamot babilonese, 63b.

[2] Naturalis Historia, V,73: “[..] sine ulla femina, omni venere abdicata [...] gens aeterna est, in qua nemo nascitur”.

[3] Bellum iudaicum, II,120-121: g£mou mn par' aÙto‹j Øperoy…a [...] tÕn mn g£mon kaˆ t¾n ™x aÙtoà diadoc¾n oÙk ¢nairoàntej. È probabile però che vi fossero anche Esseni sposati (Bellum iudaicum, II,160).

[4] Apologia, in Eusebius, Praeparatio evangelica, VIII 11,14: 'Essa…wn g¦r oÙdeˆj ¥getai guna‹ka.

[5] De vita contemplativa, 68: “Partecipavano anche le donne, la maggior parte delle quali erano vergini mature”.

[6] Yebamot babilonese, 63b.

[7] Shabbat babilonese, 87a; Lo conferma anche Filone, secondo il quale Mosè si asteneva dal rapporto con le donne (De vita Moysis, II,68-69)

[8] Si ricordi il saggio di William E. Phipps, Was Jesus Married? The Distortion of Sexuality in the Christian Tradition, New York, Harper & Row, 1970.




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