Benvenuto a Christianismus - studi sul cristianesimo
Cerca
Argomenti
  Area utenti Pagina iniziale ·  Novitą ·  Scaricamenti ·  Collegamenti ·  Classifiche ·  Archivio  
Sezioni
· PAGINA INIZIALE
· Il Gesù della storia
  e i suoi seguaci
· Il giudaismo
· L'Antico Testamento
· Il Nuovo Testamento
· Gli apocrifi
· Qumràn
· Letteratura cristiana
  antica
· Incredibile...
  ma falso!
· Recensioni e schede bibliografiche

Christianismus


Per conoscere il progetto Christianismus

· Presentazione
· Andrea Nicolotti
· Gli autori
· I volontari
· Sostienici
· Contattaci


Approfondimento: Ancora sul cosiddetto Testimonium Flavianum
Messo in linea il giorno Domenica, 11 febbraio 2007
Pagina: 2/6
Precedente Precedente - Successiva Successiva


Cornice storica e contesto del passo

Per prima cosa, qualche cenno sulla cornice storica e sul contesto del passo.

Il brano su Gesù, pur nella sua concisione, sembra avere un ruolo definito nell’economia degli avvenimenti narrati nella prima parte del XVIII libro e si lega esplicitamente a quello successivo. Giuseppe sta elencando e selezionando una serie di fatti che, sviluppatisi a partire dalla riduzione della Giudea a provincia equestre nel 6 d.C., avrebbe contribuito ad avviare quel deterioramento dei rapporti fra governatore di Cesare e ethnos, che avrebbe portato, nella sua rappresentazione storica, alla guerra del 66 d.C. Questa guerra è (secondo il modello della storiografia determinista di Polibio) intesa dallo storico come esito ineluttabile di una lunga e perniciosa catena di conflitti e di incomprensioni fra nazione giudaica e autorità romana. In particolare, dai giorni di Giuda il Galileo, fondatore della «quarta filosofia», la Giudea sarebbe caduta in balia di convulsioni estremistiche e di un radicalismo fanatico e intollerante.

La mancanza di un sovrano nazionale, che facesse da intermediario tra la nazione e le necessità della nuova amministrazione provinciale, avrebbe segnato l’inizio della rovina[2]. Da un lato, il governo diretto dei procuratori, tendenzialmente insensibile alle peculiarità religiose e culturali della nazione; dall’altro, malcontento e malessere diffusi che serpeggiano e coinvolgono settori della pubblica opinione. Giuseppe nota in particolare un peggioramento dei rapporti con Roma durante il principato di Caligola (37-41 d.C.): addirittura, sotto il suo impero, la nazione intera avrebbe corso il rischio di scomparire del tutto[3]. Collocata nell’immediata vigilia dell’infausto principato, l’amministrazione di Ponzio Pilato è inserita dal nostro storico come un tassello del mosaico che delinea irreversibilmente la catastrofe. La sua valutazione dell’operato di Pilato come pernicioso per la nazione è d’altra parte congruente con il quadro offerto da un intellettuale ebreo, a differenza del nostro Giuseppe, contemporaneo degli avvenimenti e integrato nella realtà politica e istituzionale dell’impero, Filone alessandrino[4]. La presunta politica provocatoria del prefetto di Giudea è esposta e motivata da Giuseppe con due episodi: il tentativo (giudicato illegittimo) di requisire parte del tesoro del tempio per finanziare la costruzione di un acquedotto a Gerusalemme e l’immissione clandestina, nottetempo, nella città santa delle insegne imperiali; veri e propri oggetti di culto, che nessun prefetto aveva mai introdotto in ossequio alle tradizioni religiose locali.

Nell’economia del racconto delle Antichità Giudaiche, la storia di Gesù sembra dunque collocarsi come nuovo apporto al deteriorarsi della situazione; tale storia è situata, infatti, a mezzo fra le provocazioni di Pilato e l’episodio di Paolina che concorre, accanto a quello di un avventuriero ebreo riportato immediatamente dopo, ad accrescere le incomprensioni e il disagio dell’autorità romana nei confronti delle culture orientali e quella ebraica, in particolare. È un fatto che l’episodio di Paolina e Decio Mundo, riferito subito dopo la storia di Gesù, è introdotto nel tessuto narrativo e definito preliminarmente come eteron ti deinon «che provocava tumulto tra i Giudei». Il lettore è autorizzato dall’espressione a supporre che il nostro autore abbia ritenuto un deinon, da affiancare all’episodio di Paolina, la storia di Gesù oltre naturalmente all’amministrazione di Pilato, descritta e caratterizzata, però, in precedenza. Inoltre tutta questa parte del libro enfatizza i tumulti in Giudea o in Samaria: «Neppure la nazione samaritana era esente dal tumulto» (XVIII,85). Ci si può dunque legittimamente domandare: Giuseppe ha annoverato l’attività del Nazareno tra quei fattori che portarono a un progressivo e permanente stato di tumultus in Giudea (e non solo in Giudea)? Questa ipotesi trova una conferma significativa nelle parole di Tertullo, incaricato dal sommo sacerdote Anania e dagli anziani, secondo la testimonianza degli Atti degli Apostoli, di formulare davanti al tribunale del procuratore Felice a Cesarea l’atto di accusa contro Paolo: «quest’uomo suscita disordini (staseis) tra tutti i Giudei dell’ecumene» (At. 24,5).



[2] Antichità Giudaiche XVII,277. E. Schürer, Storia del popolo giudaico al tempo di Gesù Cristo, vol. I, edizione diretta e riveduta da G. Vermes, F. Millar, M. Black, Edizione italiana a cura di O. Soffritti, Brescia 1985, p. 418 e ss. Sul Testimonium, pp. 524-540. G. Jossa, I gruppi giudaici ai tempi di Gesù, Brescia 2001. L. Troiani, Osservazioni sopra il quadro storico-politico del Giudaismo del I secolo d.C. in Il Giudaismo palestinese dal 1 secolo a.C. al 1 secolo d.C. (Atti dell’VIII congresso internazionale dell’AISG, San Miniato 5-6-7 novembre 1990), a cura di P. Sacchi, Bologna 1993, pp. 231-244.

[3] Antichità Giudaiche XIX,15. Cfr. Filone Alessandrino, Ambasceria a Gaio § 194 specialmente (edizione e commento di E.M. Smallwood, Philonis Alexandrini Legatio ad Gaium, Leiden 1970). P.A. Brunt, Charges of Provincial Maladministration under the Early Principate, «Historia» 10 (1961), pp. 189-227. E.M. Smallwood, The Jews under Roman Rule, Leiden 1976, pp. 256-257.

[4] Ambasceria a Gaio §§ 299-305.




Precedente Precedente - Successiva Successiva



 
Opzioni

 Stampa Stampa


Argomento
Il Gesł della storia e i suoi seguaci
Il Gesł della storia e i suoi seguaci

 

 

Christianismus.it - © Tutti i diritti riservati - Copyrights reserved - Omnia iura reservantur
È vietata la riproduzione e diffusione non autorizzata dei contenuti del sito, fatta eccezione per l’uso personale. 


Sito internet realizzato da:
E' una TRX Idea...


Sito realizzato con PHP-Nuke