Nicolotti, I Templari e la Sindone (recensione)
Data: Mercoledì, 17 dicembre 2014 @ 00:57:03 CET
Argomento:


«Il Messaggero», domenica 19 Giugno 2011, pagina 24.

Recensione di A. Nicolotti, I Templari e la Sindone. Storia di un falso, Roma, Salerno, 2011.

Gli storici litigano su Sindone e Templari.
Andrea Nicolotti smonta la tesi di un legame tra la sacra immagine e i Cavalieri.

di Marco Guidi.


Un mistero, anzi un doppio mistero. Per i seguaci di Dan Brown dopo, o forse prima, o insieme al mistero del Santo Graal (che, diciamolo una volta per tutte, è una leggenda medievale e nulla ha a che fare con la vera storia del cristianesimo) vengono certamente due argomenti che sono tra i più gettonati tra i cultori dell’occulto: la Sindone e i Templari. La Sindone, il misterioso lenzuolo dove è raffigurato come in un negativo fotografico il corpo (da entrambi i lati) di un uomo torturato e ucciso, pare su una croce e i Templari, l’ordine cavalleresco su cui sono state scritte più storie, più favole, più ipotesi, cui sono attribuite conoscenze segrete ed esoteriche, che poi sarebbero state trasmesse, non si sa come, alla massoneria.
Bene, al di là degli scrittori di fantastoria, dei cultori dell’occulto a buon mercato, delle trasmissioni tipo Voyager esiste un aspetto molto più intrigante, molto più interessane. Un aspetto studiato da storici veri che è al centro di una polemica che dura da tempo.
Già, perché la Sindone e i Templari sarebbero uniti strettamente. Il lenzuolo che si vuole rappresenti il corpo di Gesù morto sarebbe non solo finito nelle mani dei cavalieri del Tempio, ma avrebbe rappresentato addirittura il mitico Bafometh, l’idolo che gli adepti avrebbero adorato al momento di entrare nell’ordine. Una tesi, a dire il vero, sostenuta anche da chi storico non è, come il britannico Ian Wilson, autore di un libro dedicato all’argomento. E ha destato un vero e proprio scompiglio nel loro mondo quando Barbara Frale, ricercatrice, impiegata nel celebre Archivio segreto vaticano, ha dato alle stampe numerosi studi e, soprattutto, un primo libro, edito dal Mulino nel 2009: «I Templari e la Sindone di Cristo». Un libro, seguito poi da un altro, in cui si sostiene che, stando a fonti medievali e a nuovi studi, la Sindone sarebbe, appunto, entrata in possesso dei Templari e da loro adorata. La storia dell’adorazione di una misteriosa testa d’uomo saltò fuori quando il re di Francia Filippo il Bello, nel 1307, estirpò i Templari, accusandoli di eresia, sodomia, e ogni nefandezza (pare per impossessarsi delle loro immense ricchezze). Tra le accuse c’era, appunto, quella di adorare una testa d’uomo, definita Bafometh. La Sindone, di cui di sicuro non si sa nulla prima del XIV secolo, quando comparve in Francia, e si comincia a conoscere bene solo alla fine del XVI, quando viene trasferita dai Savoia da Chambery a Torino, secondo la Frale sarebbe stata, ripiegata su se stessa e conservata in un cofano, proprio il Bafometh adorato dai cavalieri. Il lavoro della Frale è poi proseguito, individuando sulla Sindone parole latine e greche (e forse ebraiche) che ne accerterebbero l’autenticità e l’antichità.
Tutto questo era già stato messo in dubbio da monsignor Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio segreto vaticano (il capo della Frale) e da altri storici. Ma ora ecco un libro del ricercatore Andrea Nicolotti che con il suo «I Templari e la Sindone, storia di un falso» (Salerno editore, 186 pagine, 12,50 euro) smonta pezzo per pezzo le tesi della Frale. Lo fa andando a rileggersi le fonti medievali citate dalla studiosa e scoprendo cose diverse da quello che lei afferma. Nicolotti è andato anche a scovare le raffigurazioni medievali che secondo la Frale testimonierebbero il possesso della Sindone da parte dei Templari o simili. Ha scoperto, ad esempio, che il «misterioso volto barbuto» nel castello palestinese di Saphed distrutto dagli arabi non rappresentava affatto Gesù, bensì San Giorgio. Insomma, un’opera minuziosa e puntuta cui pare difficile attribuire lacune. Ora non resta che attendere la risposta della Frale, se ci sarà. Certo che, così, il mistero che coinvolge l’ordine cavalleresco più mitizzato dai patiti dell’occulto e una delle reliquie più indecifrabili della cristianità svanisce.
E la conclusione di Nicolotti è dura e amara: «Purtroppo negli ultimi tempi anche qualche storico di mestiere sta incoraggiando e partecipando alla diffusione di questo genere di storiografia, fino a poco tempo fa sostanzialmente estranea al vero dibattito scientifico». A questo punto le ricerche dimostrano che il legame tra Templari e Sindone non esiste. Peccato, verrebbe da dire. Ma la verità storica è, talvolta, diversa dalla fantasia.








Questo articolo proviene da Christianismus - studi sul cristianesimo
http://www.christianismus.it

L'URL di questa pubblicazione è:
http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=216

Christianismus.it - © Tutti i diritti riservati - Copyrights reserved - Omnia iura reservantur 
È vietata la riproduzione e diffusione non autorizzata dei contenuti del sito, fatta eccezione per l’uso personale.