La metemsomatosi in Origene
Data: Sabato, 22 marzo 2003 @ 12:00:00 CET
Argomento: Reincarnazione


Breve sintesi delle argomentazioni origeniane contro la reincarnazione

di Mario Maritano

Origene (185-253 circa) è l’autore che più è stato citato come preteso sostenitore della dottrina della reincarnazione. In questo breve articolo si espone l’autentica teoria del pensatore alessandrino.



La teoria della metensomatosi

Articolo pubblicato nella voce: Metensomatosi, in A. Monaci Castagno (ed.), Origene. Dizionario. La cultura, il pensiero, le opere, Ed. Città Nuova, Roma, 2000, pp. 274-276.

Una «quaestio» discussa nei trattati sull’anima riguardava una sua possibile trasmigrazione in diversi corpi. Origene, attento alle problematiche filosofiche del suo tempo, si pone tale domanda esplicitamente in Commento al Vangelo di Giovanni 6,14,85s e Contro Celso 2,5,24 e l’accenna in molti passi.1

Per metensomatosi egli intende il passaggio di una stessa anima umana in successivi e svariati corpi: umani, animali, astrali2. Tale teoria era sostenuta da vari filosofi e da correnti eterodosse cristiane ed esoteriche giudaiche: Origene ricorda espressamente Empedocle (Contro Celso 5,49; 8,53; cfr. 3,75); Pitagora (Contro Celso 5,49; 6,8; 8,30) e soprattutto Platone (Contro Celso 1,20; 4,17). Alcuni citavano anche passi biblici, soprattutto quelli riferentisi ad Elia/Giovanni Battista,3 interpretandoli in senso favorevole a tale teoria: gruppi di cristiani (Frammento sui Proverbi [Patrologia Graeca 13,17s]; I Princípi 1,8,4; La Resurrezione 2 [PG 11,94]; Frammento sulle Omelie di Luca 17; Omelia su Geremia 16,1; Commento al Vangelo di Matteo 7); gnostici come Basilide (Commento alla Lettera ai Romani 5,1; 6,8; Serie latina dei Commentari al Vangelo di Matteo 38); ebrei che si ricollegavano a dottrine segrete (Commento al Vangelo di Giovanni 6,10,64; Commento al Vangelo di Matteo 10,20).

Se Origene ha prospettato come ipotesi favorita la preesistenza dell’anima per spiegare la varietà delle situazioni e dei destini degli uomini in senso antignostico (I Princípi 1,7,4), non ne ha derivato come conseguenza necessaria la metensomatosi. Origene infatti distingue chiaramente la discesa dell’anima in un corpo umano [ensomatosi] dalla metensomatosi (Commento al Vangelo di Giovanni 6,14,86; Contro Celso 5,29; cfr. Contro Celso 4,17). La prima si è realizzata o a causa della caduta iniziale nel peccato (I Princípi 1,6,3) o per aiutare gli uomini (I Princípi 2,6,3; 4,3,12; Omelie su Ezechiele 1,1; Commento al Vangelo di Giovanni 2,31,186-190): il corpo è assunto in base ai meriti e demeriti antecedenti la nascita (I Princípi 2,8,4; 3,3,5-6).

La metensomatosi è assolutamente respinta da Origene: è definita «stoltezza» (Contro Celso 3,75), è considerata «estranea alla Chiesa di Dio, non tramandata dagli apostoli, né mai manifestata dalle Scritture» (Commento al Vangelo di Matteo 13,1).

Per Origene infatti il corpo - segno della creaturalità e come principio di individuazione, quasi un «codice genetico» - accompagna sempre l’anima nelle varie fasi dalla creazione all’apocastasi, e si ripresenta nei vari mondi successivi sempre il medesimo, assumendo però di volta in volta qualità adatte (spirituali, eteree, fisiche), alleggerendosi o appesantendosi in base al progresso o regresso dell’anima. Nella risurrezione l’identità del corpo terrestre con quello spirituale è assicurata dalla permanenza della sostanza corporea (I Princípi 2,1,4; 3,6,6), da una «forma» (eîdos) (Frammento sui Salmi 1,5, [Patrologia Graeca 12,1093]), da un «principio seminale» (lógos spermatikós) (La Resurrezione 2, [Patrologia Graeca 11,93]; Contro Celso 5,23). Anche la teoria del «veicolo dell’anima» (cfr. in Metodio, La Resurrezione 13,17-18), un involucro corporeo che agisce come ponte tra l’anima e il corpo dopo la morte dell’uomo, rafforza questa identità.4 La stessa anima può passare da una condizione più spirituale ad una meno (Commento al Vangelo di Matteo 11,17), per cui un uomo, moralmente degradato, può essere assimilato allegoricamente agli animali: si rimane però ad un livello simbolico non fisico e reale.5


1 Cfr. un elenco in M. MARITANO. L'argomentazione scritturistica di Origene contro i sostenitori della metensomatosi, in in Gilles DORIVAL et Alain LE BOLLUEC (edd.), Origeniana Sexta. Origène et la Bible /Origen and the Bible. Actes du "Colloquium Origenianum Sextum", Chantilly 30 août - 3 septembre 1993 (Bibliotheca Ephemeridum Theologicarum Lovaniensium 118), Peeters /University Press, Leuven 1995, 251, nota 5 [tutto l’articolo pp. 251-276].

2 Cfr. ORIGENE, I Princípi 1,8,4; Commento al Vangelo di Giovanni 6,10,64; Commento alla Lettera ai Romani 5,1; 6,8; Commento al Vangelo di Matteo 11,17; Contro Celso 1,20)

3 A. ORBE, Textos y pasajes de la Escritura interesados en la teoría de la Reincorporación, Estudios Eclesiásticos 33 (1959) 77-91

4 Cfr. H. CROUZEL, Le thème platonicien du “véhicule de l’âme chez Origène, Didaskalia 7 (1977) 225-237.

5 Cfr. H. CROUZEL, Théologie de l’image de Dieu, Paris 1956, 197-206

Motivi filosofici e biblici del rifiuto della metensomatosi

Filosoficamente, per Origene la metensomatosi dell’anima in altri corpi umani è insostenibile, perché il corpo è lo strumento di cui serve l’anima e da essa viene determinato (I Princípi 3,6,6; cfr. Contro Celso 4,58): quindi è sempre relativo ad una determinata anima e non può essere cambiato. Inoltre sarebbe ingiusto ed assurdo che le anime «abbiano peccato in un corpo e siano punite in un altro» (Stromata [?], [Patrologia Latina 23,397]; cfr. La Resurrezione 1, [Patrologia Graeca 11,91s]).

Ancora di più Origene respinge la trasmigrazioni in corpi animali (e vegetali), perché questi sono stati creati come esseri secondari in confronto agli uomini, esseri primari (I Princípi 2,9,3; Contro Celso 4,74; Frammento sui Salmi 1,3, [Patrologia Graeca 12,1089]). Ricorrendo ad argomentazioni bibliche1 Origene afferma che l’uomo, creato «ad immagine di Dio» (Genesi 1,26s) non può mai perdere tale immagine - a livello ontologico - per assumerne altre (Contro Celso 4,83): essa infatti è costitutivo essenziale per definire l’uomo, può sì essere oscurata dal peccato, ad essa possono sovrapporsi immagini bestiali, simboli di vizi, ma non può mai essere cancellata.2

Secondo la Bibbia vi è l’identità tra corpo terrestre e corpo risorto (v. sopra), i malvagi subiscono punizioni e pene inflitte da Dio, non la perdita della sensibilità o della ragione, trasmigrando in corpi vegetali o animali (Contro Celso 3,75), che come esseri irrazionali non sono più soggetti alla legge e alla responsabilità (Commento alla Lettera ai Romani 5,1; 6,8). Professando la trasmigrazione delle anime, si elimina dagli uomini il salutare timore delle future pene (Serie latina dei Commentari al Vangelo di Matteo 38). Il caso di Elia / Giovanni Battista deve essere interpretato, attenendosi alle esatte parole bibliche: il Battista ha ricevuto lo «spirito» e la «potenza» di Elia, non la sua anima: vi è identità di missione e di carisma profetico, non di persona (Omelie sul Vangelo di Luca 4 [greco]; Frammenti sulle Omelie del Vangelo di Luca 1,17; Commento al Vangelo di Giovanni 6,11,66s; Commento al Vangelo di Matteo 13,2).


1 Cfr. M. MARITANO. L'argomentazione scritturistica di Origene contro i sostenitori della metensomatosi, in in G. DORIVAL et A. LE BOLLUEC (edd.), Origeniana Sexta. Origène et la Bible / Origen and the Bible. Actes du "Colloquium Origenianum Sextum", Chantilly 30 août - 3 septembre 1993 (Bibliotheca Ephemeridum Theologicarum Lovaniensium 118), Peeters /University Press, Leuven 1995, 251-276.

2 Cfr. H. CROUZEL, Théologie de l’image de Dieu, Paris 1956, 197-206.

Accuse postume

Durante le controversie origeniste, alcuni accusarono Origene d’aver sostenuto la metensomatosi, non comprendendo il metodo origeniano nell’esporre i problemi e selezionando o deformando testi: essi fraintendevano l’assimilazione morale dei peccatori alle bestie o l’ipotesi di più mondi successivi (durante i quali il corpo delle creature razionali - sempre il medesimo - si modifica in relazione ai progressi o regressi della vita spirituale) o non intendevano la dottrina origeniana della risurrezione, e, per denigrarlo, presentavano Origene come simpatizzante di dottrine pagane ed eretiche. Già Panfilo nella Apologia di Origene 5.9, e un anonimo autore citato da Fozio, Biblioteca, cod. 117, dovettero difendere Origene da tale accusa. Essa però fu ripresentata con virulenza nel IV° sec da Girolamo (Apologia contro Rufino 2,12; 3,39s; Lettera 124, 3.4.7.14)1 e nel VI° secolo da Giustiniano, Lettera a Mena). Tale inverosimile accusa contribuì a gettare il discredito sulla figura e sull’opera di Origene, che mai l’aveva sostenuta.


1 Cfr. M. MARITANO, Girolamo e l'accusa della metempsicosi contro Origene, in W. A. BIENERT – U. KÜHNEWEG (hrsgg.), Origeniana septima. Origenes in der Auseinandersetzungen des 4. Jahrhunderts, (Bibliotheca Ephemeridum Theologicarum Lovaniensium 137), Peeters / University Press, Leuven 1999, 261-292.

Bibliografia

H. CROUZEL, Théologie de l’image de Dieu, Paris 1956, 197-206;

A. ORBE, Inserción e importancia de la metensomatosis en el esquema origeniano De Anima, Estudios Eclesiásticos 31 (1957), 75-88;

G. DORIVAL, Origène a-t-il enseigné la trasmigration des âmes dans les corps d’animaux? (à propos de P Arch I,8,4), in in H. CROUZEL, A. QUACQUARELLI (edd.), Origeniana secunda, Second Colloque internationale des études origéniennes, Bari 20-23 sept. 1977 (Quaderni di "Vetera Christianorum" 15) Roma 1980, 11-32;

U. BIANCHI, L’anima in Origene e la questione della metemsomatosi, Augustinianum 26 (1986), 33-50;

M. MARITANO, L'argomentazione scritturistica di Origene contro i sostenitori della metensomatosi, in G. DORIVAL et A. LE BOLLUEC (edd.), Origeniana Sexta. Origène et la Bible / Origen and the Bible. Actes du "Colloquium Origenianum Sextum", Chantilly 30 août - 3 septembre 1993 (Bibliotheca Ephemeridum Theologicarum Lovaniensium 118), Peeters /University Press, Leuven 1995, 251-276;

M. KRÜGER, Ichgeburt. Origenes und die Entstehung der christlichen Idee der Wiederverkörperung in der Denkbewegung von Pythagoras bis Lessing, Hidesheim / Zürich 1996, 35-131;

M. MARITANO, Girolamo e l'accusa della metempsicosi contro Origene, in W. A. BIENERT - U. KÜHNEWEG (edd.), Origeniana septima. Origenes in der Auseinandersetzungen des 4. Jahrhunderts, (Bibliotheca Ephemeridum Theologicarum Lovaniensium 137), Peeters / University Press, Leuven 1999, 261-292.

Cfr. inoltre A. ORBE, Textos y pasajes de la Escritura interesados en la teoría de la Reincorporación, Estudios Eclesiásticos 33 (1959), 77-91;

H. CROUZEL, Le thème platonicien du “véhicule de l’âme chez Origène, Didaskalia 7 (1977) 225-237.







Questo articolo proviene da Christianismus - studi sul cristianesimo
http://www.christianismus.it

L'URL di questa pubblicazione è:
http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=30

Christianismus.it - © Tutti i diritti riservati - Copyrights reserved - Omnia iura reservantur 
È vietata la riproduzione e diffusione non autorizzata dei contenuti del sito, fatta eccezione per l’uso personale.