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Documento: Chi erano gli abitanti di Qumrn
Messo in linea il giorno Sabato, 29 settembre 2001
Pagina: 2/4
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Qumràn e gli esseni

Eleazar Sukenik fu il primo studioso che, dando l’annuncio del ritrovamento della Regola della Comunità nel 1947, propose l’identificazione degli autori di quel testo con gli Esseni di cui si avevano notizie dalle fonti letterarie. In particolare, ad un insediamento esseno in quei luoghi faceva riferimento un passo della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio (circa 77 d.C.), che dopo aver trattato del Mar Morto e della sua riva orientale, viene a parlare degli Esseni che si trovavano sulla riva opposta:

“Ad occidente gli Esseni si tengono lontani dalle rive fin dove esse sono nocive. Popolo unico e mirabile nel mondo intiero su ogni altro, senza alcuna donna, del tutto libero dall’amore, senza denaro ed amico delle palme. Di giorno in giorno, grazie alla folla dei sopraggiunti, rinasce in egual numero, poich affluiscono coloro che la vita spinge all’adozione dei loro costumi, stanchi delle vicende della sorte. E così, per migliaia di secoli – incredibile a dirsi – esiste un popolo eterno, in cui nessuno nasce. Tanto fecondo è per loro il pentimento della vita altrui! Al di sotto di essi vi fu la città di Engaddi, seconda a Gerusalemme per la fertilità ed i palmizi, ora anch’essa un mucchio di cenere. Quindi la fortezza di Masada, su una rupe, anch’essa poco distante dal Mar Morto” (Nat. Hist. V,15,73)1.

L’espressione “al di sotto di essi” (infra hos) fu spesso interpretata come un riferimento alle colline sopra Engaddi, peraltro prive di insediamenti, mentre qui è preferibile intenderla nel senso di “a sud di essi”, secondo l’uso di Plinio di utilizzare la particella infra per indicare la direzione discendente.

Rotolo Veduta aerea del sito di Qumràn

Il fatto che Plinio parli al presente, come se la comunità fosse ancora esistente al momento della stesura dell’opera (77, appunto; ma Qumràn era stata distrutta nel 68), non ci costringe a pensare che Plinio stesse descrivendo lo stato della regione al momento della pubblicazione della sua opera: egli ci restituisce il ritratto da lui creato al momento in cui l’aveva visitata, oppure, qualora non lo avesse fatto, riprende la citazione di qualche autore antico. Anche Flavio Giuseppe e i Rabbini talora parlano di Gerusalemme al presente, descrivendola come se non fosse stata distrutta nel 70.

La citazione geografica di Plinio è confermata anche da un passo della biografia di Dione Crisostomo scritta da Sinesio di Cirene nel 400 circa:

“Egli loda da qualche parte anche gli Esseni, che formano un’intera fiorente città presso il Mar Morto, al centro della Palestina, non lungi da Sodoma” (Dion III,8-11)2


NOTE AL TESTO

1 Ab occidente litora Esseni fugiunt usque qua nocent, gens sola et in toto orbe praeter ceteras mira, sine ulla femina, omni venere abdicata, sine pecunia, socia palmarum. In diem ex aequo convenarum turba renascitur, large frequentantibus quos vita fessos ad mores eorum fortuna fluctibus agit. Ita per saeculorum milia –incredibile dictu–gens aeterna est, in qua nemo nascitur. Tam fecunda illis aliorum vitae paenitentia est! Infra hos Engada oppidum fuit, secundum ab Hierosolymis fertilitate palmetorumque nemoribus, nunc alterum bustum. Inde Masada castellum in rupe, et ipsum haut procul Asphaltite. Ed. H. Rackham, London, 1947.

2 ”Eti kaˆ toj 'Esshnoj ™paine‹ pou, pÒlin lhn eÙda…mona t¾n par¦ tÕ NekrÕn “Udwr ™n t mesoge…v tj Palaist…nhj keimnhn par' aÙt£ pou t¦ SÒdoma. Ed. N. Terzaghi, Roma, 1944.




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