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Documento: Argomenti 'filosofici' di Origene contro la metemsomatosi
Messo in linea il giorno Domenica, 29 febbraio 2004
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Argomenti 'filosofici' di Origene contro la metemsomatosi

di Mario Maritano

In questo contributo si mettono in evidenza i motivi filosofici per cui Origene rifiuta la trasmigrazione delle anime umane, sia in corpi animali sia in altri corpi umani.



Introduzione

In corso di stampa nel volume a cura di Lorenzo Perrone (ed.), Origeniana Octava. Origen and the Alexandrian Tradition. Atti del “Colloquium origenianum Octavum”, Pisa 27-31 agosto 2001, ed. Peeters, Leuven, 2002-2003, pp. 497-529.

Origene accenna in diversi passi1 alla teoria della metensomatosi (o metempsicosi),2 intendendo con tale parola o espressioni equivalenti il passaggio di una stessa anima umana in successivi e diversi corpi, che possono essere animali, umani, astrali.

La suddetta teoria, oggetto anche di discussione all’interno di possibili “quaestiones” sull’anima,3 - ci ricorda espressamente l’Alessandrino - era diffusa presso alcuni filosofi,4 come Celso5 e altri, che si ispiravano a Empedocle6, a Pitagora7, e soprattutto a Platone8, o che fraintendevano la dottrina della risurrezione9; presso alcuni gnostici10 ed addirittura anche presso alcuni sedicenti cristiani11, - che citavano anche passi biblici, soprattutto in riferimento ad Elia/Giovanni Battista12 - e alcuni ebrei che seguivano correnti esoteriche13.

In questo contributo metto in evidenza i motivi filosofici, per cui egli rifiuta la trasmigrazione delle anime umane sia in corpi animali sia in altri corpi umani. Intendo così integrare un precedente studio in cui avevo esposto l’argomentazione dedotta dalla Sacra Scrittura contro la metensomatosi14.


1 Ecco un elenco dei passi (secondo l'ordine cronologico delle opere origeniane): Res 2 (in Panfilo, ApOr 10); Prin I,8,4; FrPr (in Panfilo, ApOr 10); CIo VI,10,64; VI,11,67-71; VI,12,72-73; VI,13,75; VI,14,82-86; Orat XXIX,14; HLc IV [greco]; FrLc I,17 [Rauer 17]; HIer XVI,1; CRm V,1; V,9; VI,8; FrEz XIV,13; CCt II,5,24; CMt VII (in Panfilo, ApOr 10); CMt X,20; XI,17; XII,9; XIII,1; XIII,2; CMtS 38; CC I,13; I,20; I,33; III,75; IV,17; IV,30; IV,40; IV,83; V,29; V,49; VI,8; VI,36; VII,32; VIII,30; VIII,53. Cf. anche sinteticamente G. Bostock, Origen and Reincarnation, in The Christian Parapsychologist 4/n. 4 (London 1981) 113-118; M. Maritano, s.v. Metensomatosi, in A. Monaci Castagno (ed.), Origene. Dizionario. La cultura, il pensiero, le opere, Roma, Città Nuova, 2000, pp. 274-276. Cf. anche B. Dehandschutter, De “Casus Origenis”: een hoofdstuk uit de geschiedenis van de kerkelijke houding tegenover de reïncarnatie, in Ons Geestelijk Leven t. 63 (1986) 187-193; M. Krüger, Ichgeburt. Origenes und die Entstehung der christlichen Idee der Wiederverkörperung in der Denkbewegung von Pythagoras bis Lessing (Philosophische Texte und Studien, 42) Hildesheim / Zürich / New York, Olms Verlag, 1996, pp. 35-131.

2 Per metensomatosi si intende il passaggio di un principio che assicura la permanenza dell’essere da un corpo (sôma) umano ad un altro corpo di una creatura vivente: umana, animale, vegetale, o viceversa: si pone dunque l’accento sull’oggetto o termine del cambiamento, cioè i diversi corpi, in cui trasmigra una stessa anima. Per metempsicosi si intende la stessa realtà, evidenziando che questo principio permanente è l’anima (psyché): si evidenzia maggiormente il soggetto, cioè l’anima, che effettua il cambiamento. Cf. Dizionario delle religioni, a cura di G. Filoramo, Torino, Einaudi 1993, p. 619: s.v. Reincarnazione.

3 Era discussa soprattutto nei trattati De Anima, Perˆ yucÁj: si vedano ad esempio gli autori citati in A. J. Festugière, La révélation d'Hermès Trismégiste. III. Les doctrines de l'âme, Paris, Gabalda, 1953, pp. 1-26; per lo schema di questi trattati, cf. ivi, p. 3; cf. anche J. H. Waszink nell'introduzione all'edizione critica di Tertullianus. De Anima, Amsterdam, J.M Meulenhoff, 1947, pp. 15*-20*. Per varie ”quaestiones” sull’anima in Origene, cf. Prin praef, 5 (SC 252, 84,119-124); I,8,4 (SC 252, 232,161-168: per un’allusione [?] alla metensomatosi); CIo VI,14,85-86 (SC 157, 190,47-192,63); CTt III,10 (PG 14, 1306); CCt II,5,24 (SC 375, 368); CC IV,30 (SC 136, 256,41-258,44). Cf. anche A. Orbe, Inserción e importancia de la metensomatosis en el esquema origeniano «De Anima». Una nota sugerida por otra, in Estudios eclesiásticos 31 (1957) 75-88; C. Blanc, Les questions sur l'âme, nell'edizione a Origène. Commentaire sur saint Jean, t. II (SC 157), Paris, Cerf, 1970, pp. 26-27.

4 Cf. ad es. H. Dörrie, Kontroversen um die Seelenwanderung im kaiserzeitlichen Platonismus, in Hermes. Zeitschrift für klassische Philologie 85 (1957) 414-435.

5 Celso è nominato da Origene come sostenitore della metensomatosi in CC I,20 (SC 132, 126,14-17); IV,17 (SC 136, 222,12-17); IV,83 (SC 136, 392); VII,32 (SC 150,86); VII,53 (SC 150,290).

6 Origene cita espressamente Empedocle in CC V,49 (SC 147, 140,21-22: ne riporta il fragm. B 137, edd. H. Diels- W. Kranz, Die Fragmente der Vorsokratiker. Vol. 1, Berlin Wedman, 196612, p. 367); VIII,53 (SC 150, 290,6-9: cita il fragm. 31 B 115, edd. H. Diels – W. Kranz, I, p. 357). Infine una indiretta allusione ad Empedocle è ravvisabile anche in III,75 (SC 136, 170,37-47, ove si rimproverano quei filosofi che, sostenendo la metensomatosi, degradano la natura razionale dell’uomo fino ad una natura priva di ragione, e perfino ad una «priva di percezione» nel mondo vegetale, e quindi alla «perdita di sensibilità»: ora Empedocle affermava di essersi reincarnato anche come «cespuglio»: cf. fragm. 31 B 117, edd. H. Diels - W. Kranz, I, p. 359).

7 Pitagora e i suoi seguaci sono citati da Origene in CC V,49 (SC 147, 140,15.17); VI,8 (SC 147, 196,17: Pitagora afferma che «era stato Euforbo», in una sua reincarnazione); VIII,30 (SC 150, 238,26).

8 Platone è menzionato espressamente da Origene in CC I,13 (SC 132, 110,20); I,20 (SC 132, 126,17-19: allude a Platone, Phaedr. 246bd]; IV,17 (SC 136, 222,12-17: «la teoria platonica della metensomatosi»). Cf. U. Bianchi, L’anima in Origene e la questione della metemsomatosi, in Augustinianum 26 (1986) 33-50, ripubblicato anche, meno estesamente, col seguente titolo: Origen Treatment of the Soul and the Debate over Metemsomatosis, in L. Lies (ed.), Origeniana quarta. Die Referate des 4. Internationalen Origeneskongress, Innsbrück 2.-6. September 1985 (Innsbrücker Theologische Studien 19), Innsbrück / Wien, Tyrolia, 1987, pp. 270-281.

9 Cf. in CC VII,32 (SC 150, 86,12-14).

10 Tra questi soprattutto Basilide citato in CMtS 38 (GCS 382, 73,7-13), in CRm V,1 e VI,8 (PG 14, 1015AB e 1083AB). Per l’idea della metensomatosi fra gli gnostici cf. K. Rudolph, La gnosi. Natura e storia di una religione tardoantica (Biblioteca di cultura religiosa, 63), Brescia, Paideia, 2000, particolarmente pp. 165, 243ss., 432ss.; A. Orbe, Cristología gnóstica. Introducción a la soteriología de los siglos II y III (Biblioteca de Autores Cristianos 385), Madrid, BAC, 1976, Vol. II, pp. 573-597: Ascensión y reincorporaciones [si riferisce a Basilide, Carpocrate, Doceti di Ippolito, Ofiti] e Id., S. Metodio y la exégesis de Rom 7,9a: «Ego autem vivebam sine lege aliquando», in Gregorianum 50 (1969) 93-139 (per Origene pp. 94-113). Cf. anche C.-A. Keller, La réincarnation dans le gnosticisme, dans l'hermétisme et le manichéisme, in ID. (ed.), La réincarnation. Théories, raisonnements et appréciations. Un symposium, Bern, Lang, 1986, pp. 135-157. In particolare sulla metensomatosi nell’Apocrifo di Giovanni, cf. A.H.B. Logan, Gnostic Truth and Christian Heresy. A Study in the history of Gnosticism, Edinburgh, Hendrickson Publishers / Clark and Clark, 1996, pp. 264-265; 302-303, e A. Magris, La logica del pensiero gnostico (Scienze delle religioni), Brescia, Morcelliana, 1997, pp. 371ss.; per i testi gnostici non valentiniani cf. G. Iacopino, Alcuni aspetti dell'escatologia gnostica nei testi non valentiniani, in Annali di storia dell'esegesi 16 (1999) 141-159; per la Pistis Sophia cf. Cl. Gianotto, Il processo salvifico delle anime e il loro destino finale secondo la Pistis Sophia, in J. Ries (ed.), Gnosticisme et monde hellénistique. Actes du Colloque de Louvain-la-Neuve (11-14 mars 1980), Louvain-la-Neuve 1982, pp. 377-383.

11 Cf. in FrPr in Panfilo, ApOr 10 (PG 13, 17A = PG 17, 613D); in Prin I,8,4 (SC 252, 232,161-173); in Res 2 in Panfilo, ApOr 10 (PG 11, 94D = PG 17, 596C): cf. anche il possibile fraintendimento da parte di alcuni cristiani (e il premunirsi di Origene) in HIer XVI,1 (SC 238, 132,30-39) [abbiamo anche il testo in una traduzione latina di Girolamo, HIerL XII (PG 13, 139A)]. Sulla predicazione origeniana, cf. A. Monaci Castagno, Origene predicatore e il suo pubblico, Milano, F. Angeli, 1987, in particolare per la difficile scelta tra il silenzio e la parola a proposito di certi argomenti, cf. pp. 221-256.

12 Cf. CIo VI,10,64 (SC 157, 176,20-24); VI,11,66 (ivi, p. 176,1-3); VI,12,66 (ivi, p. 176,1-178,12); VI,12,70-71 (ivi, pp. 180,40-182,53); VI,12,72-73 (ivi, pp. 182,1-184,19); VI,13,75 (ivi, p. 184,12-14); HLc IV (GCS 492, 27,7 [greco]); FrLc I,17 [= Rauer 17] (GCS 492, 233-234 [greco]); CMt VII, in Panfilo, ApOr 10 (CGS 41/1, 6,1-8 = PG 17, 608B); CMt XIII,1 (GCS 40, 172,27-173,3; [cf. anche la versione / abbreviazione latina in Panfilo, ApOr 10 (CGS 41/1, 8,1-2 = PG 17, 611A)]; XIII,1 (ivi, 176,33-184,11). Cf. inoltre a proposito di Gesù / uno dei profeti: CIo VI,10,64 (SC 157, 176,24-27); CMt XII,9 (GCS 40, 83,25-84,16); Gesù / Giovanni Battista: CMt X,20 (GCS 40, 27,25-27). In generale, per passi biblici utilizzati dai fautori della reincarnazione cf. A. Orbe, Textos y pasajes de la Escritura interesados en la teoria de la Reincorporación, in Estudios eclesiásticos 33 (1959) 77-91.

13 Cf. CIo VI,10,64 e VI,12,73 (SC 157, 176,20-27 e p. 183,13-184,19); CMt X,20 (GCS 40, 27,25-27).

14 Cf. M. Maritano, L'argomentazione scritturistica di Origene contro i sostenitori della metensomatosi, in G. Dorival, A. Le Bolluec (edd.), Origeniana Sexta. Origène et la Bible /Origen and the Bible. Actes du "Colloquium Origenianum Sextum", Chantilly 30 août - 3 septembre 1993 (Bibliotheca Ephemeridum Theologicarum Lovaniensium 118), Leuven, Peeters, 1995, pp. 251-276; cf. anche P. Cantoni, Una critica teologica della reincarnazione, in M. Introvigne (ed.), La sfida della reincarnazione, Milano, Effedieffe, 1993, pp. 198-214 (per Origene).




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